Pubblichiamo da SALVATORE PORRO
La prima regola per aiutare un depresso è dirgli ''esci di casa'', mentre per creare un depresso devi dirgli ''stai chiuso in casa''
Egregio Direttore,
all’uscita della s. Messa, per strada e per telefono ricevo richieste da persone anziane che vivono da soli di trascorrere il santo Natale con i propri figli e nipoti.
Tutti, governo, Cts, Cei e Vaticano, sono catalizzati sull'epidemia da Covid, dimenticandosi o scordandosi che ci sia una pandemia nascosta, e di cui non parla nessuno: una pandemia di solitudine che provoca disturbi psichici.
Uno studio coreano dimostra che il virus si contagia all'interno, non all'esterno. Camminare all'aria aperta permette la formazione di vitamina D e di serotonina. Traduco in parole povere: chi non cammina all'aria aperta un numero sufficiente di ore, ha un crollo del sistema immunitario e un crollo della psiche. Se verificate il foglietto illustrativo della quasi totalità degli antidepressivi troverete indicato che il loro meccanismo d'azione consiste nell'aumentare il tasso di serotonina.
L’ultimo
Dpcm grida vendetta al cielo.
Se una coppia di sposi uomo e donna, con tre figli di età dai 15 ai vent’anni intendono invitare a casa loro per il pranzo di Natale o Capodanno i genitori e suoceri anziani e soli in casa, dovranno gettare i dadi per lasciare alla sorte con chi pranzare nel giorno più importante dell’anno.
La Cei e il Vaticano, abbiano la forza di respingere al mittente, Conte, le restrizioni sulle funzioni religiose facendo rispettare l’
art. 2 del Concordato tra la Santa Sede e lo Stato Italiano che prevede: “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica”.
Da cattolico-mariano mi permetto di invitare tutte le parrocchie di Trieste e d’
Italia, nella notte di Natale, a mezzanotte, di far suonare le campane a festa e che si invitano tutti cristiani e cattolici e non, che si trovano a casa soli o in famiglia, sentendo le campane a recitare il “Gloria a Dio nell’alto dei cieli”, accendendo una candela da esporre sulla finestra o davanti al presepio.
Potrà essere questo un bel segno per tutte le case della nostra diocesi, in tutte le parrocchie, un momento di preghiera e di gioia comune, nell’ora in cui tradizionalmente viene celebrata la Santa Messa di mezzanotte.
Negli Atti
degli Apostoli, san Pietro afferma: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (At.5,29).
La Regina della Pace di Medjugorje nel messaggio straordinario del 23 dicembre 1981 ci avvertì: “La Messa di Natale sia celebrata a mezzanotte e non alla sera”.