mercoledì 1 luglio 2026
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Politica

Pasino boccia il mandato Dipiazza: "È mancata una visione ambiziosa per la città" (VIDEO)

Luca Marsi·
Pasino boccia il mandato Dipiazza: "È mancata una visione ambiziosa per la città" (VIDEO)

L'ultimo anno della consiliatura rappresenta inevitabilmente il momento dei bilanci. Nel corso della trasmissione "Un capo in B con..." dal Citybar Tergesteo, il consigliere comunale di Punto Franco Alberto Pasino ha espresso una valutazione articolata e fortemente critica nei confronti dell'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Dipiazza, sostenendo che in questi cinque anni la città non abbia sviluppato una strategia capace di guardare al futuro e di valorizzarne pienamente le potenzialità.

Una valutazione che parte da lontano

Pasino ha ricordato come il proprio giudizio affondi le radici già nella campagna elettorale di cinque anni fa. La scelta di schierarsi, ha spiegato, non fu determinata da valutazioni personali nei confronti dei candidati, bensì dall'analisi delle rispettive proposte politiche e della loro capacità di offrire una prospettiva concreta per Trieste.

Secondo il consigliere comunale, quanto ipotizzato allora si sarebbe successivamente verificato durante il mandato amministrativo appena giunto alla sua fase conclusiva. Per questo motivo il giudizio espresso rimane negativo e riguarda soprattutto la direzione strategica intrapresa dalla città.

La critica principale: assente una visione strategica

Nel corso dell'intervista, Pasino ha sostenuto che Trieste avrebbe avuto bisogno di un progetto molto più ambizioso, capace di collocare il porto al centro di un modello di sviluppo economico fondato sull'industria, sull'innovazione tecnologica e sulla valorizzazione delle competenze scientifiche presenti sul territorio.

Secondo la sua analisi, invece, la città avrebbe progressivamente orientato le proprie politiche verso un modello prevalentemente turistico, privilegiando attività legate all'accoglienza, agli alberghi, ai ristoranti, ai bar e al mercato degli affitti brevi.

Una scelta che, secondo Pasino, può certamente soddisfare una parte della popolazione coinvolta direttamente nel comparto turistico, ma che non rappresenterebbe un modello sufficiente per garantire uno sviluppo economico stabile e di lungo periodo.

Il tema della fuga dei giovani

Tra gli aspetti maggiormente evidenziati dal consigliere emerge quello della cosiddetta fuga dei cervelli.

Nel corso dell'intervista Pasino ha richiamato il dato relativo ai numerosi giovani italiani trasferitisi all'estero negli ultimi anni, utilizzandolo per sottolineare come il problema riguardi anche Trieste.

Secondo la sua lettura, una città che punta prevalentemente sul turismo rischia di non offrire opportunità professionali adeguate ai giovani laureati e ai lavoratori altamente qualificati, favorendo così l'emigrazione verso altri Paesi.

Per Pasino il vero obiettivo dovrebbe essere quello di creare occupazione qualificata direttamente sul territorio, offrendo prospettive concrete a chi completa il proprio percorso di studi e desidera costruire il proprio futuro a Trieste.

La manutenzione ordinaria non può essere l'obiettivo finale

Uno dei passaggi più significativi dell'intervista riguarda la distinzione tra amministrazione ordinaria e progettazione politica.

Pasino ha riconosciuto che durante il mandato siano stati realizzati interventi di manutenzione e opere finanziate anche attraverso le risorse del PNRR, citando ad esempio gli interventi negli asili e la sistemazione di alcune strutture cittadine.

Tuttavia, secondo il consigliere comunale, questi interventi rappresentano attività che qualsiasi amministrazione dovrebbe essere in grado di svolgere normalmente.

Per questo motivo ritiene che il compito della politica non possa limitarsi alla gestione quotidiana della macchina comunale, ma debba soprattutto costruire una prospettiva di crescita per la città.

"Trieste meritava di più"

Nel formulare il proprio giudizio, Pasino ha utilizzato anche toni personali ma rispettosi nei confronti del sindaco Roberto Dipiazza.

Ha spiegato che le critiche non derivano da motivi personali, sottolineando anzi il rapporto di cordialità che li lega, ma dalla convinzione che Trieste avrebbe meritato una progettualità più coraggiosa.

Secondo il consigliere, l'amministrazione avrebbe dovuto puntare più in alto, immaginando interventi capaci di incidere sul futuro economico e produttivo della città piuttosto che concentrarsi prevalentemente su singole opere o interventi destinati ad avere un impatto limitato nel lungo periodo.

Il riferimento alla cabinovia

Nel corso della trasmissione Pasino ha ricordato anche uno dei temi più discussi degli ultimi anni della politica cittadina: il progetto della cabinovia.

Pur riconoscendo che durante il mandato siano state realizzate diverse iniziative, il consigliere ha osservato come il dibattito pubblico abbia finito per identificare gran parte dell'azione amministrativa proprio con questa opera.

Secondo Pasino sarebbe stato preferibile che la città ricordasse questo mandato soprattutto per un grande progetto di sviluppo economico e industriale piuttosto che per una singola infrastruttura così dibattuta.

Una diversa idea di sviluppo per Trieste

L'intervento di Alberto Pasino delinea una visione alternativa rispetto all'attuale impostazione amministrativa.

Al centro della sua proposta vi è una città capace di utilizzare il porto come motore economico, attrarre imprese innovative, trattenere i giovani laureati, valorizzare la ricerca scientifica e trasformare il patrimonio di conoscenze presente a Trieste in nuove opportunità industriali.

Secondo il consigliere comunale, proprio questa avrebbe dovuto essere la principale missione politica dell'ultimo quinquennio.

Una valutazione che apre inevitabilmente il confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative, durante le quali il tema del modello di sviluppo della città sarà probabilmente uno degli argomenti centrali del dibattito pubblico.

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