lunedì 21 settembre 2026
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Politica

Odorico-Bressan, scintille sul futuro su Trieste: «Non più isola felice». «Destra governa a tutti i livelli» (VIDEO)

Luca Marsi·
Odorico-Bressan, scintille sul futuro su Trieste: «Non più isola felice». «Destra governa a tutti i livelli» (VIDEO)

Sicurezza, immigrazione, poliziotto di quartiere, crisi dei negozi di vicinato, turismo, futuro politico dopo Roberto Dipiazza e soprattutto Porto Vecchio. Il confronto negli studi di Trieste Cafe tra Barbara Odorico di Forza Italia e Luca Bressan del Partito Democratico, entrambi consiglieri circoscrizionali, si è trasformato in un botta e risposta sulle principali questioni cittadine e sulle differenti ricette proposte dai due schieramenti.

A condurre il confronto Luca Marsi, direttore di Trieste Cafe, che ha messo i due esponenti politici davanti alle stesse domande, partendo da uno dei temi maggiormente discussi in città: Trieste oggi è meno sicura rispetto a qualche anno fa? E sull'accoglienza dei migranti servono maggiore rigore o un modello differente?

Il risultato è stato un confronto serrato, nel quale non sono mancati punti di contatto, come sul ritorno del poliziotto di quartiere, ma neppure profonde distanze sulle responsabilità politiche, sul modello economico cittadino e sul futuro del Porto Vecchio.

Bressan: «I dati generali parlano di reati in calo, ma alcuni episodi incidono fortemente sulla percezione»

Sul tema sicurezza, Luca Bressan ha aperto il confronto richiamando la discussione sull'impiego delle forze dell'ordine nelle zone di confine e la necessità, a suo giudizio, di rafforzarne la presenza direttamente in città.

Il consigliere del PD ha distinto il dato complessivo sulla criminalità dalla percezione prodotta da alcuni episodi particolarmente visibili. Citando quanto riferito dalla Questura, Bressan ha ricordato che il trend generale indicherebbe una diminuzione dei reati, sottolineando però come episodi quali spaccate e risse abbiano un impatto particolarmente forte sulla quotidianità e sulla sensazione di sicurezza dei cittadini.

Per Bressan la videosorveglianza può rappresentare uno strumento utile, sia nella ricostruzione dei fatti sia parzialmente come deterrente, ma non sarebbe sufficiente.

La priorità, secondo l'esponente democratico, resta infatti il presidio fisico del territorio.

Il primo punto d'incontro: ritorno del poliziotto di quartiere

Ed è proprio qui che, almeno per qualche minuto, Forza Italia e Partito Democratico hanno trovato un terreno comune.

Bressan ha rilanciato infatti l'idea del poliziotto di quartiere, ritenendo importante la presenza di una figura capace non soltanto di presidiare le strade, ma anche di costruire rapporti con chi vive quotidianamente nei rioni e intercettare più rapidamente eventuali situazioni problematiche.

Odorico ha immediatamente raccolto il tema ricordando come il poliziotto o vigile di quartiere sia stato storicamente uno dei cavalli di battaglia di Forza Italia.

«Con questo discorso sfondiamo una porta aperta», ha osservato.

Ma la rappresentante azzurra ha allargato il concetto di sicurezza a un elemento meno scontato: la sopravvivenza dei negozi di vicinato.

Odorico: «Le strade diventano vuote, anche i negozi sono presidio del territorio»

Secondo Barbara Odorico, la sicurezza di un quartiere non dipende esclusivamente dalla presenza delle forze dell'ordine. Un ruolo importante sarebbe svolto anche dalle attività commerciali presenti nelle strade.

La progressiva scomparsa dei piccoli negozi, ha sostenuto, contribuirebbe a rendere alcune zone meno frequentate durante diverse ore della giornata.

«Questa desertificazione economica è una delle cause anche dell'aumento dei reati, perché le strade diventano vuote», ha affermato Odorico.

Nel suo ragionamento entrano anche le difficoltà affrontate dalle piccole attività, tra tassazione, adempimenti e costi di gestione. Un sistema che, secondo l'esponente di Forza Italia, renderebbe sempre più complicata la sopravvivenza delle realtà commerciali più piccole.

Ed è arrivata quindi una delle frasi più nette del confronto: «Trieste non è più l'isola felice che era una volta».

Odorico ha comunque precisato che la situazione triestina sarebbe, a suo giudizio, migliore rispetto a molte altre zone d'Italia, collegando inoltre il problema della sicurezza al tema della certezza della pena.

Bressan contrattacca: «La destra governa Comune, Regione e Paese»

La replica di Bressan ha spostato immediatamente il confronto sul terreno delle responsabilità politiche.

Il rappresentante del PD ha ricordato che il centrodestra governa attualmente a livello comunale, regionale e nazionale, sostenendo quindi che non sarebbe possibile separare completamente il dibattito sulla sicurezza da chi oggi detiene le responsabilità di governo.

Il ragionamento è stato particolarmente netto anche sulla certezza della pena: se le leggi vengono approvate dal legislatore, ha osservato Bressan, anche il livello nazionale deve essere chiamato in causa quando si discute delle risposte da fornire ai cittadini.

Secondo Bressan sarebbe quindi arrivato il momento di passare «dalla teoria ai fatti» dopo le aspettative create durante le campagne elettorali.

Odorico: «Le pene vengono applicate dai giudici»

Barbara Odorico ha replicato distinguendo tra produzione delle norme e loro applicazione.

«Il legislatore certamente legifera tante cose, bisognerebbe migliorarle e su questo sono d'accordo. Però l'applicazione delle pene viene fatta comunque dai giudici», ha sostenuto.

Poi la controreplica politica, con Odorico che ha respinto l'idea di attribuire automaticamente al centrodestra il deterioramento della situazione e ha sottolineato il forte cambiamento sociale avvenuto negli ultimi anni.

Ma il confronto si è acceso ulteriormente quando il discorso è tornato sulla desertificazione commerciale.

Negozi e turismo, secondo terreno di scontro

Bressan ha collegato parte della trasformazione del commercio cittadino alla crescita di un'offerta sempre più orientata verso il turismo, soprattutto nel centro di Trieste.

Odorico ha respinto con decisione questa interpretazione.

«Non c'entra niente», ha replicato, sostenendo che il problema riguarderebbe soprattutto i rioni e sarebbe legato alla diminuzione degli acquisti nei negozi sotto casa e, nella sua lettura politica, anche alle liberalizzazioni delle attività economiche.

Secondo Odorico, queste dinamiche avrebbero progressivamente penalizzato le piccole attività a vantaggio delle realtà di maggiori dimensioni.

Bressan ha successivamente precisato il proprio pensiero: il problema non sarebbe il turismo in sé, ma una omogeneizzazione dell'offerta commerciale nel centro cittadino, sempre più rivolta a chi visita Trieste e meno differenziata per le necessità dei residenti.

Dopo vent'anni di Dipiazza: continuità o cambiamento?

Il secondo grande capitolo del confronto ha guardato direttamente alle elezioni comunali del 2027.

La domanda posta da Marsi è stata netta: dopo vent'anni di Roberto Dipiazza, Trieste ha bisogno di continuità con il percorso del centrodestra oppure di un cambiamento di direzione?

Odorico non ha scelto una continuità immobile.

«La continuità su certi temi deve esserci», ha spiegato, riconoscendo alla città passi avanti sul piano economico e sociale, ma aggiungendo immediatamente la necessità di un rinnovamento.

«Gli anni passano, non si possono avere gli stessi obiettivi che si avevano cinque anni fa, dieci anni fa, quindici anni fa, vent'anni fa, perché la società cambia».

Per Odorico serviranno quindi anche «nuovi volti, nuove persone», pur mantenendosi nel solco dell'esperienza amministrativa di Dipiazza.

Tra le priorità indicate dall'esponente di Forza Italia figurano inoltre verde pubblico e sostegno alla piccola economia cittadina.

Bressan: «Nell'ultimo periodo energia e spinta molto ridotte»

Più critica la lettura di Luca Bressan.

L'esponente democratico ha riconosciuto che nell'arco delle amministrazioni Dipiazza ci siano state anche «cose positive», distinguendo però il giudizio complessivo sui vent'anni da quello relativo all'ultimo mandato.

«Nell'ultimo periodo l'energia e la spinta mi sono sembrate molto ridotte rispetto al passato», ha dichiarato.

Bressan ha portato come esempio il progetto delle installazioni verdi sui masegni, riconoscendo come positiva l'attenzione al problema climatico ma giudicando negativamente il risultato concreto dell'intervento.

E proprio parlando della prossima amministrazione il confronto è arrivato inevitabilmente a uno dei dossier destinati a pesare maggiormente sul futuro della città: Porto Vecchio.

Porto Vecchio, Bressan: «Coinvolgimento della cittadinanza alquanto relativo»

Per Bressan, Porto Vecchio rappresenta una delle grandi sfide che la prossima amministrazione non potrà permettersi di perdere.

Il consigliere del PD ha però evidenziato quelle che considera alcune criticità nella gestione del progetto, a partire dalla difficoltà, a suo giudizio, per una parte dei cittadini di comprendere con precisione quale sarà il futuro complessivo dell'area.

«Il coinvolgimento della cittadinanza è stato alquanto relativo», ha affermato Bressan, sostenendo inoltre che la presenza pubblica sarebbe stata troppo debole rispetto al ruolo assegnato al soggetto privato.

Odorico: «Il progetto è consultabile, non si può bloccare tutto quando l'iter è già partito»

Su questo punto la distanza con Barbara Odorico è diventata evidente.

L'esponente di Forza Italia ha ricordato l'esistenza del sito di Porto Vivo, nel quale, ha sottolineato, sono disponibili informazioni, disegni e planimetrie relative al progetto.

Odorico ha inoltre ricordato gli incontri pubblici già organizzati, respingendo quindi la critica relativa alla mancanza di informazione.

La consigliera ha poi attaccato l'azione dei comitati che intervengono quando gli iter sono già avviati, sostenendo che possano provocare ritardi considerevoli.

Pur riconoscendo che un progetto di tali dimensioni possa avere elementi da modificare o migliorare, Odorico ha sostenuto che non si possa «pensare di bloccare i progetti a iter già avviato».

La sua proposta è andata oltre: secondo Odorico il legislatore dovrebbe valutare un meccanismo per cui, quando un ricorso provoca un blocco senza poi produrre risultati, possa essere previsto un risarcimento per i ritardi arrecati alla collettività.

Bressan: «Partecipazione e pubblicità sono due cose diverse»

Immediata la risposta del consigliere del PD.

Per Bressan mettere online un progetto e consentire ai cittadini di conoscerlo non equivale necessariamente a coinvolgerli nella sua costruzione.

«La partecipazione è una cosa e va fatta a priori», ha sottolineato, spiegando che partecipare significherebbe coinvolgere i cittadini anche nella fase in cui possono essere raccolte proposte e indicazioni.

«La pubblicità è qualcosa di differente», ha aggiunto.

Sul ricorso relativo alle questioni ambientali, Bressan ha quindi difeso il diritto delle associazioni a utilizzare gli strumenti previsti dalla legge, ricordando che sarà poi l'autorità competente a pronunciarsi nel merito.

Secondo l'esponente democratico, definire automaticamente un ricorso come un tentativo di intralciare il progetto non terrebbe conto della legittimità delle associazioni a sollevare dubbi e osservazioni sulle materie di loro competenza.

Il confronto guarda già alle comunali 2027

Dopo sicurezza, commercio, turismo, amministrazione e Porto Vecchio, la chiusura non poteva che essere elettorale.

Marsi ha chiesto ai due ospiti di indicare, alla data del 21 settembre 2026, chi ritenessero possibile candidato sindaco dello schieramento opposto. Una domanda destinata inevitabilmente a diventare sempre più centrale con l'avvicinarsi delle comunali.

Nel materiale della trasmissione emerge, nella parte conclusiva, l'ipotesi formulata da Bressan sul centrodestra: il consigliere PD ha citato Elisa Lodi e Pierpaolo Roberti come nomi che, nella sua personale lettura politica, potrebbero entrare nella partita della candidatura.

Nessuna investitura e nessuna previsione, dunque, ma il segnale di un dibattito che sta già guardando oltre l'attuale amministrazione.

Il confronto tra Barbara Odorico e Luca Bressan ha mostrato soprattutto due letture differenti di Trieste: entrambe riconoscono la necessità di presidiare maggiormente il territorio e di sostenere la vita dei quartieri, ma divergono profondamente quando si passa alle responsabilità politiche, al rapporto tra turismo e residenti, al giudizio sull'attuale fase amministrativa e soprattutto al metodo con cui affrontare una trasformazione enorme come quella del Porto Vecchio.

Con le comunali 2027 sempre più vicine, il terreno del confronto politico triestino appare ormai tracciato. E tra sicurezza, qualità della vita, sviluppo economico e grandi trasformazioni urbane, il botta e risposta è soltanto all'inizio.

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