Legacoopsociali Fvg contro Polidori: «Sue dichiarazioni "buon" esempio dell'inadeguatezza dello stile che va per la maggiore di troppe figure politiche contemporanee»
«Le ultime dichiarazioni del vicesindaco di Trieste (cfr: https://www.triestecafe.it/it/news/politica/polidori-contro-schiavone-nauseabonde-dichiarazioni-paese-serio-dovrebbe-isolare-tutti-coloro-i-quali-entrano-in-italia-senza-controllo.html) sono un "buon" esempio dell'inadeguatezza dello stile che va per la maggiore di troppe figure politiche contemporanee. A scanso di equivoci, ci affrettiamo a precisare subito che la stessa Giunta Dipiazza non può essere giudicata sulla base di tali cadute di stile, offrendo esempi di assessori moderati, sensibili ed impegnati nel volontariato». Lo riferisce in una nota Gian Luigi Bettoli, presidente di Legacoopsociali Fvg.
«Mai - ancora - come in questo caso la forma è sostanza: chi fa il politico, cioè - come dice il vocabolario - ciò "che riguarda la politica, cioè l’arte del governo, l’esercizio dei pubblici poteri, l’amministrazione dello stato e, in genere, la vita pubblica" (Treccani), non può comportarsi come uno che sproloquia tuttologicamente appoggiato al bancone di un'osteria, con modalità da sempre non additate come esemplari da parte del comune senso della dignità civile. In sintesi: chi fa politica in un regime democratico deve avere un comportamento rispettoso delle diversità di opinione, e delle stesse critiche, anche le più aspre. Altrimenti, o non siamo in un regime democratico, oppure chi si esprime in tal modo non è degno dell'alta funzione che è chiamato a svolgere. Non si pretende che il vicesindaco tergestino si possa ispirare allo stile esemplare del Memoriale di un Aldo Moro, per il suo livello squisitamente raffinato - demodé, purtroppo, e perfino irritante nella sua talvolta vellutata cautela - ma è anche ora di porre termine al malcostume di politici che, invece di lavorare, passano la giornata a lanciare messaggi sugli a-social, incuranti dei danni che procurano».
«Proprio - viene riferito - in questo momento grave per il Paese e l'Umanità, i danni prodotti dalla politica di disprezzo e di odio possono essere incolmabili. Certo, per fortuna - almeno qui, nella "civile Europa" - in occasione delle catastrofi naturali non si usa più bruciare i quartieri ebraici con dentro tutti i loro abitanti; oppure non si linciano i sovversivi... ma fino a quando? Inoltre: un politico dovrebbe ringraziare chi si impegna strenuamente in questo momento, nel quale assumersi responsabilità sociali vuol dire pagare costi ed assumersi rischi più alti che di consueto. Altrimenti, lo stesso politico, invece di amministrare la cosa pubblica, crea tensioni, insinua dissapori, provoca fratture sociali i cui effetti sono difficili da prevedere. E cosa fa il vicesindaco tergestino, se non invocare proprio quelle forme di discriminazione e stigmatizzazione che nel passato - e non vogliamo andare molto indietro nel tempo: ci riferiamo al non lontano 1991, quando i proiettili della guerra jugoslava penetrarono anche fisicamente nel territorio italiano! - hanno bagnato il nostro suolo comune di sangue dei nostri simili ? Non è esplosivo parlare di diffondere campi di concentramento nella regione che - tra il 1920 e il 1945 - ha visto una feroce guerra etnica contro sloveni e croati, con le conseguenze che tutti conosciamo? Non è pazzesco parlare di ghettizzazione nella città che vide la proclamazione mussoliniana delle leggi antiebraiche nel 1938, e l'erezione del forno crematorio della Risiera di San Sabba? Non è dimostrazione di smemoratezza erigere un campo di concentramento a Gradisca d'Isonzo, a pochi passi dai campi di concentramento (italiani) di Gonars, Fossalon, Poggio Terza Armata, Torviscosa? Non è segno di miopia cercare di dimenticare il fatto che, purtroppo, il coronavirus non ha spento i fuochi di guerra, e che ai profughi da essa vanno date risposte razionali, di accoglienza unita a vigilanza sanitaria? Non è assurdo che, in una città costituita per metà da discendenti dei profughi istroveneti, non si voglia accogliere altri, più recenti, fratelli e sorelli nella razza umana, provenienti da altre catastrofi?»
«Proprio - conclude - il ricordo del passato (le guerre jugoslave e, come loro conseguenza, la nascita dell'ICS come Consorzio di tutto il pacifismo italiano, e la creazione a Trieste dell'Ufficio Profughi di guerra, che ha letteralmente creato l'esperienza italiana di accoglienza diffusa, in un momento in cui l'Italia manco si era ancora resa conto di essere diventata, da paese di emigranti, anche paese di immigranti) ci porta a ritenere che l'offesa a Gianfranco Schiavone sia non solo maleducata e sopra le righe, ma richieda anche una pubblica ammenda, non tanto verso di lui, ma verso tutte le persone che nel suo esempio si riconoscono. Vogliamo quindi auspicare che l'amministrazione della città giuliana (e perché no, lo stesso vicesindaco, dopo essersi ricomposto) saprà offrire un messaggio del tutto diverso di apprezzamento, per quella che tutta Italia ritiene una vera e propria eccellenza nazionale».
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