Incendi sul Carso, Cisint (Lega): «Serve un tavolo permanente per prevenire le emergenze»

Anna Maria Cisint, europarlamentare e vicesegretario regionale della Lega, interviene sugli incendi che stanno colpendo la Venezia Giulia e chiede la creazione di un tavolo permanente di prevenzione capace di mettere insieme istituzioni, competenze tecniche e strumenti operativi.
Per Cisint non è più sufficiente intervenire quando le fiamme sono già divampate. La priorità, sostiene, deve essere quella di costruire una strategia stabile che consenta di conoscere in anticipo le criticità del territorio e di programmare gli interventi.
«Difficile pensare a una catena di casi isolati»
«Difficile pensare di essere al cospetto di una catena di casi isolati», afferma Cisint.
Secondo l’europarlamentare, gli incendi che stanno interessando il territorio non possono essere affrontati uno alla volta come emergenze separate.
«Serve una strategia permanente di prevenzione e un tavolo stabile che metta insieme tutte le istituzioni e le competenze necessarie».
La preoccupazione alla vigilia di Ferragosto
Cisint parla di «viva preoccupazione» per gli incendi che stanno colpendo la Venezia Giulia in questi giorni.
La sua posizione è netta: affidarsi soltanto alla capacità di spegnimento non può essere sufficiente.
«È troppo pericoloso affidare la sicurezza del nostro territorio alla sola capacità di intervenire quando l’incendio è già divampato», sostiene.
Da qui la richiesta di lavorare sul presidio delle aree più esposte, sul monitoraggio, sulla gestione della vegetazione e sulla disponibilità di mezzi adeguati.
Un tavolo stabile per verificare criticità e risorse
Nella proposta di Cisint, il tavolo permanente dovrebbe diventare una sede continuativa di confronto e verifica.
L’obiettivo sarebbe avere una fotografia aggiornata del territorio e comprendere dove intervenire prima che il rischio diventi emergenza.
«Dobbiamo verificare se i mezzi, terrestri e aerei, sono sufficienti, se il monitoraggio delle aree a rischio è adeguato, se la gestione della vegetazione è efficace e se le indicazioni degli esperti vengono tradotte in azioni concrete», afferma.
La conclusione è sintetica: «La prevenzione deve diventare programmazione».
Il ricordo del luglio 2022
Cisint richiama poi direttamente l’esperienza del luglio 2022, quando era sindaco di Monfalcone e il Carso fu interessato per settimane da una gravissima emergenza incendi.
«Rivivo l’angoscia ma anche la determinazione di quei giorni», afferma.
Secondo l’europarlamentare, proprio quell’esperienza dovrebbe rappresentare la base per costruire oggi un sistema più avanzato di prevenzione.
Il problema degli ordigni inesplosi
Cisint ricorda anche una delle caratteristiche più delicate del territorio carsico: la possibile presenza di ordigni inesplosi.
Una condizione che, in alcune aree, può rendere ancora più complicato e rischioso l’intervento delle squadre.
Per questo, sostiene, servono «pianificazione, coordinamento e una conoscenza costante delle criticità del territorio».
Il ringraziamento ai soccorritori
Nel suo intervento Cisint rivolge anche un ringraziamento alle persone impegnate nelle operazioni di queste ore.
«Vigili del Fuoco, elicotteristi, volontari della Protezione Civile e Corpo Forestale stanno svolgendo un lavoro difficile e rischioso. A loro va la nostra riconoscenza».
Per l’europarlamentare, il compito delle istituzioni è anche quello di garantire agli operatori uomini, mezzi e condizioni adeguate per lavorare in sicurezza.
«Chi distrugge il territorio deve risponderne»
Nel finale Cisint affronta anche il tema delle eventuali responsabilità dietro i roghi.
«Se ci sono responsabilità dietro questi roghi, dovranno essere accertate e perseguite con la massima severità. Chi distrugge il nostro territorio deve risponderne», afferma.
Il punto centrale, però, resta quello della prevenzione.
Per Cisint, il tavolo permanente dovrebbe servire proprio a trasformare quanto imparato nelle precedenti emergenze in una politica stabile di tutela della Venezia Giulia.
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