Ferriera, CGIL: «Futuro lavorativo oscuro per i lavoratori in somministrazione»
«La NidiL-CGIL di Trieste apprende con molta preoccupazione che le prospettive per il futuro lavorativo dei lavoratori in somministrazione in missione presso Acciaieria Arvedi diventa estremamente oscuro e, ancora una volta, privo di ogni garanzia reale che tuteli l'intera categoria e le relative famiglie». Lo rileva in una nota Seg. Generale NIdiL CGIL Nicola Dal Magro.
«E' - ancora - di ieri la dichiarazione apparsa negli organi di stampa locali dell’ Assessore ScocCimarro che, conferma a pieno le preoccupazioni e le posizioni espresse già da parecchi mesi dalla Camera del Lavoro e dalla FIOM-CGIL che, sollevava criticità in merito all’opportunità relativa alla firma di un’ accordo con la proprietà Arvedi per la chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola antecedente alla firma definitiva dell'accordo di programma nel quale fossero contenute le necessarie garanzie occupazionali e di riconversione dell’area soggetta a chiusura in cui, ricordiamo, i lavoratori somministrati sono sempre stati ricompresi in quello che oggi è risultato essere stato un mero slogan politico: “Esuberi Zero!” I nostri timori, a seguito anche di una video conferenza avvenuta qualche giorno fa con l’Assessore al lavoro Dott.sa Rosolen , trovano quindi conferma».
«La Giunta Regionale - viene riferito - nonostante l’impegno per la ricollocazione dei lavoratori non prospetta e garantisce ad oggi le garanzie occupazionali che andava sbandierano mesi fa al momento del referendum predisposto in azienda . Il gruppo Arvedi conferma che non sono previste ulteriori proroghe contrattuali per i lavoratori in somministrazione e che la proposta su CSN di S. Giorgio di Nogaro non ha avuto nessun seguito svanendo del tutto dalle trattative e svelando un dato di fatto: ovvero oggi l’azienda ha richiesto la copertura della CIG per COVID-19 utilizzando soldi pubblici e continuando a giocare liberamente sul futuro dei lavoratori e delle lavoratrici . Ci chiediamo e richiediamo al Ministro Patuanelli che, nel pieno svolgimento del referendum svolto in azienda paventava la garanzia di ricollocazione per eventuali esuberi presso Fincantieri che, fine abbia fatto tale ipotesi di accordo e la dove la stessa abbia ad esistere se rappresenti una possibile opzione per i lavoratori della somministrazione».
«Il tempo - conclude - sembra confermare giorno per giorno che le criticità e i dubbi sollevati dalla Camera del lavoro , dalla FIOM e dal NIdiL CGIL erano fondati e riconducibili senz’altro ad una vicenda comunque complessa ma che, non poteva avere come punto di partenza la chiusura di un’area industriale senza aver prima in “ tasca ” un PIANO DI ACCORDO ATTUATIVO DELLA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE DI TUTTI I LAVORATORI . Chiediamo pertanto alla Giunta Regionale e ad Arvedi di dare certezze e garanzie al futuro di quei lavoratori e delle loro famiglie che tra tre settimane si troveranno senza lavoro ed evitando strumentalmente di utilizzare la vergognosa scusa dell'emergenza sanitaria per l ‘assenza di una soluzione che avrebbe dovuto esser sciolta già tempo fa».
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