Emergenza caldo nei cantieri, Fillea CGIL Fvg denuncia: "Si lavora anche oltre i 40 gradi percepiti"

L'emergenza caldo e le condizioni di lavoro nei cantieri tornano al centro del dibattito. In una conferenza stampa tenuta oggi a Trieste, la Fillea Cgil, il sindacato delle costruzioni e del legno-arredo, ha denunciato quella che definisce una grave carenza di strumenti efficaci per proteggere i lavoratori durante le ondate di calore estremo.
"Troppa discrezionalità per le imprese"
A intervenire è stata la segretaria regionale della Fillea Cgil Elisabetta Faidutti, che ha criticato il fatto che la sospensione delle attività nei cantieri durante le giornate più calde sia, di fatto, lasciata alle decisioni delle singole imprese.
Secondo Faidutti, non è accettabile che il rispetto dei tempi di consegna possa prevalere sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Cantieri aperti anche oltre i 40 gradi percepiti
Il sindacato sottolinea che, nonostante nella seconda metà di giugno e nei primi giorni di luglio le temperature abbiano superato stabilmente i 35 gradi, con punte superiori ai 40 gradi percepiti, la maggior parte dei cantieri ha continuato regolarmente l'attività.
Una situazione che, secondo la Fillea, sarebbe confermata dalle segnalazioni ricevute e osservabile anche dai cittadini.
Tra gli esempi citati figurano i lavori di asfaltatura in corso a Udine, considerati particolarmente gravosi proprio per le elevate temperature sviluppate durante questo tipo di attività.
Servono nuove regole e più controlli
Per il sindacato sono due le priorità: rivedere norme e ordinanze oggi in vigore e rafforzare il sistema dei controlli.
La Fillea ritiene infatti che i cambiamenti climatici impongano misure strutturali e non più interventi emergenziali, rendendo necessario un sistema che tuteli contemporaneamente lavoratori e imprese.
Tra le richieste figurano un ricorso più efficace agli ammortizzatori sociali, strumenti che evitino penalizzazioni economiche alle aziende in caso di sospensione delle attività e una revisione delle deroghe previste per i lavori di pubblica utilità.
"La sicurezza deve venire prima delle scadenze"
Secondo Faidutti, l'incolumità dei lavoratori non può essere subordinata alle esigenze dei cronoprogrammi o alle scadenze degli appalti, comprese quelle legate al PNRR.
Il sindacato evidenzia inoltre la mancanza di una raccolta sistematica dei dati sugli infortuni e sulle malattie professionali connesse alle alte temperature, elemento che renderebbe ancora più difficile affrontare il fenomeno.
La richiesta finale è quella di una revisione complessiva delle norme, dei regolamenti e dei contratti, con l'obiettivo di garantire condizioni di lavoro sicure non solo nell'edilizia, ma anche negli altri comparti maggiormente esposti al caldo, come agricoltura, trasporti, logistica, distribuzione postale e tutti gli ambienti di lavoro privi di un'adeguata climatizzazione.
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