Da Trieste a Roma, Matteoni: «Le lungaggini burocratiche sono spaventose, ma non si demorde» (VIDEO)
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Portare le esigenze di Trieste a Roma significa confrontarsi con livelli decisionali differenti e con tempi burocratici che Nicole Matteoni definisce «spaventosi». La parlamentare e segretaria provinciale di Fratelli d'Italia ne ha parlato durante l'intervista condotta da Luca Marsi a Trieste Cafe, raccontando il rapporto tra attività parlamentare e territorio.
Alla domanda su quanto sia difficile trasformare le richieste locali in decisioni concrete a livello nazionale, Matteoni non ha nascosto le difficoltà: «Molto difficile».
«Le lungaggini burocratiche romane sono spaventose»
«I livelli decisionali sono diversi, ma soprattutto i tempi e le lungaggini burocratiche romane sono spaventose», ha dichiarato.
Per rendere concreto il concetto, Matteoni ha raccontato un episodio relativo a una misura pensata per Trieste: «Per avere la conformità tecnico-contabile dai ministeri ci ho messo un mese e mezzo».
La mole quotidiana dell'attività parlamentare, ha spiegato, rende complesso anche il lavoro specificamente rivolto al territorio.
«Sono tantissime le cose che seguiamo in Parlamento, quindi le difficoltà ci sono, però non si demorde».
Il rapporto tra Fratelli d'Italia e Trieste
Matteoni ha quindi sottolineato quella che considera l'attenzione del proprio partito e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni verso la città.
«Fratelli d'Italia, soprattutto Giorgia Meloni, ha sempre nel cuore Trieste», ha dichiarato, aggiungendo che «quando ci sono delle cose per il nostro territorio non ci vengono negate».
Una valutazione politica della parlamentare che introduce il tema del peso che Trieste occupa nella sua attività istituzionale.
«Trieste è il fulcro»
Su questo punto la risposta di Matteoni è stata altrettanto esplicita: «Trieste è il fulcro, ovviamente, del mio impegno politico».
La parlamentare ha ricordato di aver iniziato la propria esperienza politica con l'obiettivo di dare un contributo alla sua città, Muggia, e ha esteso il ragionamento all'intero territorio.
«Su tutto quello che passa in Parlamento penso sempre quali sono le ricadute sul territorio e per il territorio», ha spiegato.
Una sorta di filtro territoriale applicato all'attività nazionale: «Cosa posso integrare? Come posso essere ancora più utile?».
È questo, secondo Matteoni, il collegamento che deve continuare a unire l'attività parlamentare svolta a Roma e le esigenze provenienti da Trieste e dagli altri comuni del territorio.
DI SEGUITO IL VIDEO
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