mercoledì 7 ottobre 2026
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Politica

«Coronavirus, ecco le possibili ripercussioni sul Territorio Libero di Trieste»

Luca Marsi·

«La Pandemia ,denominata  Covid-19,in questi giorni è stata inserita nell’ordine dei lavori dell’UNSC (United Nations Security Council), il quale sostiene che quest’emergenza planetaria, potrà impattare sulla sicurezza e la Pace globale. Questa inquietante  previsione, purtroppo, inizia a trovare riscontri nel nostro vivere quotidiano e  lo dimostra il fatto che in queste ore, stiamo  ricevendo  delle segnalazioni da alcuni operatori portuali, i quali, sostengono che il  D.P.C.M.  22 marzo 2020 (GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020, il quale sospende  tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione quelle inserite al decreto nell’allegato 1, ) potrebbe  impattare in modo anomalo sull’economia del Porto Libero Internazionale di Trieste. Nello specifico, le attività di forniture marittime codice Ateco – 46.9 della CCIA, non sono inserite o meglio non specificate nell’elenco allegato al D.P.C.M. marzo 2020, questo potrebbe creare confusione all’interno delle attività dell’indotto portuale e  agli organi delle forze dell’ordine preposte al controllo della mobilità degli operatori/lavoratori e alle imprese nel comparto marittimo/portuale». Lo rileva in una nota Popular Assembly Project.

«L’Assemblea Popolare - ancora -  è preoccupata per le possibili ricadute che potrebbero esserci allo scalo di Trieste, come l’interruzione o il rallentamento delle catene di approvvigionamento e i movimenti delle persone e merci attraverso le frontiere, terrestri e marine, le quali potrebbero causare la mancanza di forniture mediche ed altri beni di prima necessità alle regioni e città colpite dalla pandemia virale. Inoltre, la pubblicazione e divulgazione del nuovo Decreto D.P.C.M. 2020, nel quale non si trova riscontro nè analogia delle attività che vengono svolte all’interno dell’intera area portuale triestina,  possa creare  ulteriori ed inutili chiusure di attività dell’indotto, aumentando la già preoccupante crisi economica la quale porterebbe avere ulteriori ripercussioni allo scalo marittimo ma anche al Territorio contiguo».

«A seguito - conclude - di quanto sopra espresso,l’Assemblea Popolare invia una missiva, invitando il Commissario Generale di Governo per il Territorio di Trieste, vista il  difficile momento internazionale, ad organizzare un tavolo tecnico, nel quale le rappresentanze delle associazioni di categoria possano portare il loro contributo non solo nella formulazione della direttiva in oggetto, ma ad instaurare una piattaforma futura in vista delle possibili implicazioni dovute al COVID – 19».

 

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