Controlli di frontiera tra Italia e Slovenia: il PD di Trieste critica le proroghe del Governo

Il Partito Democratico di Trieste esprime forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi circa il proseguimento dei controlli straordinari lungo la linea di confine tra Italia e Slovenia. La segretaria provinciale dem, Maria Luisa Paglia, contesta la gestione della misura, ricordando come il ripristino delle barriere, introdotto originariamente con carattere temporaneo nell'ottobre del 2023, prosegua ormai da quasi tre anni rischiando di trasformarsi in una condizione di permanente normalità.
Secondo l'analisi della segretaria cittadina, il mantenimento dei presidi fissi appesantisce i rapporti diplomatici con i Paesi vicini senza rappresentare un reale deterrente per le dinamiche dei flussi migratori. Paglia evidenzia la specificità dell'area giuliana, sottolineando come Trieste costituisca un connettore europeo attraversato quotidianamente da migliaia di lavoratori frontalieri, studenti e cittadini, per i quali le limitazioni al valico comportano disagi concreti. In linea con la posizione espressa dalle autorità slovene — che hanno già dismesso i presidi fissi con la Croazia prediligendo pattugliamenti congiunti e controlli di retrovalico — il partito propone di superare la politica dei blocchi a favore di una maggiore cooperazione tra forze di polizia e intelligence.
L'esponente dem muove riserve anche sulla rendicontazione dei dati forniti dal Ministero, rilevando che le cifre diffuse sugli arresti e sui fermi non specificano quante operazioni siano legate a minacce per la sicurezza nazionale rispetto a reati ordinari o al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Richiamando le motivazioni originarie della sospensione dell'accordo di Schengen, il Partito Democratico chiede all'esecutivo la pubblicazione dei dati inerenti alle persone fermate per terrorismo. Per la segreteria locale, la gestione dei fenomeni migratori necessita di canali d'ingresso regolari e di una rete di accoglienza coordinata a livello europeo, sollecitando il ripristino della piena circolazione lungo il confine orientale.
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