giovedì 30 luglio 2026
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Politica

Ancora Italia: "Non all'ovovia, impressione che si voglia spendere tale danaro tanto per spendere"

Luca Marsi·
Pubblichiamo da Ancora Italia
 
L’ OVOVIA A TRIESTE.
In merito alla proposta di costruire un’ovovia che dovrebbe collegare il “Porto Vecchio” alla zona periferica di Opicina, le Sezioni triestine di “Ancora Italia” e di “Alternativa” condividono le preoccupazioni del comitato sorto in opposizione al progetto, per cui si dovrebbe procedere al taglio di numerosi alberi nel Bosco Bovedo, tutelato dalla Legge Regionale n. 42 del 1996.
Inoltre i predetti partiti osservano:
• Da quanto indicato dal comune (https://cabinoviametropolitana.comune.trieste.it) il costo dell’opera si aggirerà attorno alla somma di 48 milioni di Euro attinti dal PNNR.
Le scriventi Organizzazioni Politiche ritengono fermamente che tale esborso sarebbe da indirizzare a progetti che portino reale beneficio alla cittadinanza e decoro alla città tutta. Tale somma avrebbe potuto apportare rilevanti benefici, ad esempio, nell’assistenza sociale ai cittadini bisognosi (le famiglie in stato di povertà continuano a crescere – secondo l’ISTAT sono 5,6 milioni le persone in povertà assoluta – e Trieste non fa eccezione); oppure in politiche per incentivare lo sport giovanile (dopo i danni cagionati dai lockdown e da altre discutibili scelte pandemiche); o per ovviare allo stato di abbandono di pregevoli palazzi d’epoca (palazzo Carciotti in primis); o per aiutare le aziende triestine in crisi dopo l’emergenza covid (nel 2020 si sono persi 2,5 milioni di posti di lavoro in Italia, di cui 1,9 milioni nei servizi, e specificamente 514mila nel mondo dell’ospitalità, dei ristoranti e dei bar).
Paradossalmente, viene proposto di spendere tale somma esorbitante mentre il Tram di Opicina, vera attrazione turistica, di grande tradizione e di acclarata utilità per gli abitanti delle zone attraversate, risulta bloccato da tempo.
• Sempre sul tema costi, ci si chiede se sia stata fatta una previsione di quanto si dovrà spendere per la manutenzione dell’impianto, considerando che lo stesso non verrà installato in una zona alpina ma, nel tratto a valle, correrà a poche centinaia di metri dal mare, di cui subirà gli effetti corrosivi della salsedine.
• Nella locandina denominata “Carso – Portovecchio – Centro” si prevede una capacità di trasporto di 1.800 persone/ora. Alla luce dell’utenza ordinaria di chi risale verso il Carso, tale capacità appare del tutto esorbitante, salvo forse in occasione di eventi una tantum come la “Barcolana”. Ora, se il numero di utenti non sarà sufficiente - com’è prevedibile - per l’auto-mantenimento economico dell’opera, chi pagherà la differenza? I cittadini con le loro tasse? E chi pagherà i costi per il fermo impianto causa bora?
• E infine, l’ovovia che, si è portati a credere, verrà costruita con danaro pubblico, da chi verrà poi gestita? Da privati? Quindi, varrà l’usuale equazione “investimenti pubblici e guadagni privati”? In tal caso sono previste ulteriori erogazioni di danaro pubblico a favore dei gestori per compensare eventuali previsioni di guadagno non raggiunte?
Abbiamo quasi l’impressione che si voglia spendere tale danaro tanto per spendere, solo perché messo a disposizione con il PNNR, senza curarsi delle conseguenze e senza impegnarsi in una seria progettualità.
Per quanto fin qui delineato le Sezioni triestine di “Ancora Italia” e di “Alternativa” dichiarano la loro assoluta contrarietà alla progettata costruzione dell’ovovia in questione, aggiungendo che ritengono l’esecuzione di tale opera uno sfregio indelebile alla costiera di Trieste.

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