Mercosur, Budai (Lega): mozione in aula per tutelare agricoltori del Fvg
"Presenteremo una mozione in Consiglio regionale per impegnare la Giunta e il presidente della Regione ad attivarsi con forza presso il Parlamento, il Governo, la Conferenza Stato-Regioni e tutte le sedi istituzionali europee competenti affinché sia garantita la massima tutela dell'agricoltura del Friuli Venezia Giulia e dell'intero sistema agroalimentare italiano". Lo annuncia in una nota Alberto Budai, consigliere regionale della Lega, intervenendo sull'accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur.
"La firma dell'accordo Mercosur, prevista in Paraguay da parte del presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rappresenta un passaggio estremamente delicato - sottolinea Budai -. Un'intesa che, in teoria, dovrebbe favorire l'integrazione tra aree continentali e incrementare scambi e PIL, ma che nei fatti rischia di affossare definitivamente l'agricoltura europea, italiana e regionale".
Secondo l'esponente della Lega, "non è necessario elencare uno per uno tutti gli svantaggi per i nostri comparti agricoli: è sufficiente ricordare le gravi ricadute sui consumatori e sulla sicurezza alimentare. In molti di quei Paesi sono ancora consentiti pesticidi, antibiotici e fattori di crescita che in Europa, e in particolare in Italia, sono vietati da decenni nel rispetto degli standard sanitari, fitosanitari, ambientali e sociali di cui l'Ue è sempre stata paladina. Non possiamo mettere a rischio la sicurezza delle nostre tavole e dei nostri figli".
"Una misura utile - spiega il consigliere - sarebbe quella di escludere dall'ambito di applicazione della disciplina sull'origine, riportata dal codice doganale (Reg. (UE) n. 952/2013), i prodotti agricoli e alimentari e, conseguentemente, prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell'origine del cibo, l'indicazione del luogo di provenienza, avendo come obiettivo generale quello di garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori. È evidente che non possiamo barattare la nostra agricoltura, la nostra storia e le nostre tradizioni per un aumento marginale del Pil che forse arriverà all'Italia. Ancora una volta rischiamo di essere utilizzati come merce di scambio per una crescita economica limitata e tutta da dimostrare".
Budai ribadisce inoltre "la necessità di un passaggio politico chiaro a livello europeo: non può bastare una firma della Commissione. È fondamentale che sia il Parlamento europeo a esprimersi, con un voto trasparente, e che tutte le forze politiche e tutti gli europarlamentari si assumano la responsabilità di una scelta che inciderà profondamente sul futuro della nostra agricoltura". E conclude: "Non ci serve un'elemosina della Pac per compensare danni strutturali perché qui è in gioco non solo il nostro tessuto produttivo, ma anche la nostra identità culturale. Non possiamo essere la culla della cucina mondiale e ritrovarci con grandi ricette, ma senza prodotti tracciati, garantiti e provenienti dalla nostra terra".