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Cultura

Paolo Nori racconta "Il Maestro e Margherita": il 10 novembre 2026 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Luca Marsi·
Paolo Nori racconta "Il Maestro e Margherita": il 10 novembre 2026 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Siamo lieti di annunciare l'unica data teatrale in Friuli Venezia Giulia di PAOLO NORI, che il prossimo 10 novembre 2026 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine racconterà "Il Maestro e Margherita" (Symphaty for the devil), uno dei romanzi più importanti e più contemporanei dei classici russi del Novecento. Scrittore, traduttore, esperto di letteratura russa, Paolo Nori è  noto e amato per il suo stile ironico e colloquiale, spesso ispirato alla lingua parlata e alla vita quotidiana e per i suoi incontri pubblici, in cui racconta la letteratura in modo originale e coinvolgente. I biglietti per la nuova data sono già in vendita online su Eilo.it, Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati.

Nato a Parma nel 1963, Paolo Nori è uno scrittore, traduttore e docente di scrittura creativa e traduzione dal russo. È noto e amato per il suo stile ironico e colloquiale, spesso ispirato alla lingua parlata e alla vita quotidiana e per i suoi incontri pubblici, in cui racconta la letteratura in modo originale e coinvolgente. Ha pubblicato molti romanzi, saggi e testi teatrali, oltre ad aver tradotto importanti autori russi (Dostoevskij, Gogol’, Tolstoj, Turgenev, Charms, etc.).

 

Paolo Nori annuncia oggi il tour, in programma il prossimo autunno nei principali teatri italiani, in cui racconterà “Il maestro e Margherita. Sympathy for the Devil”, che il 10 novembre 2026 farà tappa al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, per l’unica data del tour in Friuli Venezia Giulia, organizzata da VignaPR e FVG Music Live. 

 

Testo di Paolo Nori

«Quando, nel 1967, Einaudi pubblica un romanzo di uno scrittore russo morto nel 1940, sconosciuto da noi, Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita, Eugenio Montale scrive che siamo di fronte a “un miracolo che ognuno deve salutare con commozione”. L’anno successivo, nel 1968, i Rolling Stones incidono una canzone, Sympathy for the Devil, che Mick Jagger ha scritto dopo aver letto Il maestro e Margherita. Questo diavolo così simpatico, che nel romanzo si chiama Woland, quando incontra, nel centro di Mosca, Levi Matteo, l’inviato del bene, che non nasconde il suo disprezzo per lui, gli dice: “Parli come se non conoscessi le ombre e neppure il male. Ma cerca, se puoi, di meditare su questa domanda: che mai farebbe il tuo bene, se non esistesse il male, e come apparirebbe la terra, se scomparissero le ombre? Gli uomini, le cose, proiettano ombre. Guarda l’ombra della mia spada. E le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Vuoi scorticare tutto il globo terrestre, togliendogli tutti gli alberi, tutti gli esseri viventi, per la tua fantasia di godere della nuda luce? Tu sei uno stupido”. 

Il maestro e Margherita è il grande romanzo di un grande scrittore russo nato in Ucraina che, nel marzo del 1930, scrive al Soviet Supremo dell’Urss: “Passando in rassegna i miei ritagli di giornale, ho constatato di aver ricevuto dalla stampa sovietica, nei dieci anni della mia attività letteraria, 301 recensioni, di cui 3 favorevoli e 298 ostili e ingiuriose”. È un romanzo sul bene, sul male, sulla giustizia, sul rapporto tra arte e letteratura; è forse il più contemporaneo dei classici russi del Novecento e ci dice, di noi, più di quello che vorremmo sapere. Dopo Delitto e castigo, provo a raccontare in 90 minuti questo miracolo, e vediamo cosa succede.» Paolo Nori

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