Trieste, allarme sicurezza tra maranza e aggressioni: “Ogni weekend scene fuori controllo” (VIDEO)
La questione della sicurezza a Trieste torna al centro del dibattito cittadino dopo le ultime settimane segnate da episodi di violenza, risse e tensioni in varie zone della città. Durante la diretta di Trieste Cafe dedicata al tema delle aggressioni e del fenomeno dei cosiddetti “maranza”, ospiti e operatori del settore hanno espresso forte preoccupazione per una situazione descritta come sempre più difficile da gestire.
Nel corso dell’incontro condotto da Luca Marsi sono intervenuti Manuel Cleva del direttivo nazionale SIIET, Jonathan Scaglione del SIULP e l’imprenditore Riki Ramazzina, affrontando il tema della sicurezza urbana da punti di vista differenti ma convergenti sulla necessità di un rafforzamento del sistema di controllo e prevenzione.
“Ogni weekend episodi di violenza”
A lanciare uno dei messaggi più netti è stato Riki Ramazzina, che ha parlato apertamente di una situazione ormai diventata costante durante i fine settimana e non solo. Secondo quanto dichiarato in diretta, gli episodi di violenza non sarebbero più casi isolati ma eventi che si ripetono con frequenza crescente anche durante la settimana.
Ramazzina ha espresso timore soprattutto per alcune aree della città considerate più esposte al fenomeno, citando anche il rischio che determinate zone commerciali possano nuovamente subire limitazioni o controlli straordinari che finirebbero, a suo dire, per penalizzare il lavoro delle attività economiche.
Nel suo intervento ha sottolineato come, secondo la sua percezione, molti degli episodi sarebbero riconducibili sempre agli stessi gruppi di persone. “Trieste non è Roma”, ha osservato, sostenendo che il fenomeno potrebbe essere contenuto attraverso controlli più incisivi e identificazioni mirate.
La paura degli operatori sanitari
Uno dei passaggi più forti della trasmissione ha riguardato il racconto delle difficoltà affrontate quotidianamente dal personale sanitario impegnato negli interventi di emergenza. Manuel Cleva ha spiegato come gli operatori del soccorso si trovino spesso a lavorare in situazioni ad alta tensione, dove oltre alla gestione clinica del paziente diventa fondamentale anche la tutela della propria sicurezza personale.
Cleva ha ricordato i dati nazionali relativi alle aggressioni contro il personale sanitario, parlando di migliaia di episodi ogni anno tra violenze verbali e fisiche nei confronti di medici, infermieri, operatori socio sanitari e soccorritori.
Secondo quanto spiegato durante la diretta, i reparti maggiormente colpiti sarebbero quelli di emergenza come pronto soccorso, 118 e psichiatria. Una situazione che, a detta del rappresentante SIIET, rende sempre più difficile lavorare in modo sereno e sicuro.
“Ogni angolo della città può diventare pericoloso”
Nel corso del confronto è emerso anche il tema della percezione di insicurezza diffusa. Manuel Cleva ha dichiarato che, con l’avvicinarsi della stagione estiva, aumentano le preoccupazioni anche per aree tradizionalmente considerate tranquille, come i punti balneari cittadini.
Il rappresentante degli infermieri di emergenza ha citato episodi avvenuti anche a Barcola, sottolineando come gli stessi operatori impegnati nella sicurezza delle persone debbano oggi confrontarsi con episodi di violenza verbale, furti e situazioni di tensione.
Cleva ha inoltre evidenziato le difficoltà legate alla carenza di personale sia nel settore sanitario sia nelle forze dell’ordine, spiegando che le strutture operative si trovano spesso a lavorare sotto pressione e con organici ridotti.
Il SIULP: “Saremo pochi sul territorio anche d’estate”
Sul fronte delle forze dell’ordine, Jonathan Scaglione ha parlato apertamente della carenza di personale che interessa il territorio triestino. Durante la trasmissione ha spiegato che le poche risorse disponibili devono garantire copertura su un’area molto ampia, da Muggia a Duino, rendendo complicata la gestione contemporanea di più emergenze.
Secondo Scaglione, quando diverse pattuglie vengono impegnate nello stesso momento su episodi critici, il sistema rischia di andare in difficoltà e di non riuscire a garantire un servizio completo ai cittadini.
Il rappresentante del SIULP si è soffermato anche sul tema delle cosiddette “zone rosse”, sostenendo che misure di questo tipo rischierebbero soprattutto di penalizzare commercianti e attività economiche senza rappresentare una vera deterrenza per chi è abituato a delinquere.
“La sicurezza non può essere delegata solo alla polizia”
Tra i concetti ribaditi durante il confronto c’è stato quello relativo al ruolo educativo della società. Jonathan Scaglione ha spiegato che il tema sicurezza dovrebbe coinvolgere più ambiti contemporaneamente, dalla scuola allo sport fino alla sanità, parlando della necessità di un sistema integrato capace di intervenire prima che certe situazioni degenerino.
Secondo Scaglione, alla base di molti comportamenti problematici ci sarebbe anche una mancanza di educazione e di rispetto trasmessa ai più giovani. Nel suo intervento ha parlato di un passaggio educativo che, a suo dire, oggi spesso manca nelle famiglie e che finirebbe per riflettersi direttamente sui comportamenti in strada.
Il nodo del pronto soccorso di Cattinara
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione del pronto soccorso di Cattinara. Riki Ramazzina ha raccontato di aver assistito personalmente a episodi di forte tensione all’interno della struttura, parlando di un contesto dove operatori e forze dell’ordine si troverebbero spesso a dover gestire situazioni molto delicate.
Nel corso del dibattito è stato evidenziato come il sovraffollamento, i lunghi tempi di attesa e la pressione continua sul personale possano contribuire a creare situazioni esplosive. Ramazzina ha distinto tra le proteste esasperate dei familiari dei pazienti e gli episodi più gravi caratterizzati da violenze e danneggiamenti.
Anche Manuel Cleva ha sottolineato la necessità di rafforzare la sicurezza negli ospedali, spiegando che in alcune realtà italiane i pronto soccorso sono stati dotati di sistemi di protezione molto avanzati per il personale sanitario.
La preoccupazione per l’estate
Nella parte finale della diretta è stato chiesto agli ospiti se vi sia preoccupazione per l’arrivo della stagione estiva. Jonathan Scaglione ha ammesso che i mesi estivi porteranno inevitabilmente più persone in strada e più eventi, sottolineando però che gli organici resteranno limitati anche nei prossimi mesi.
Manuel Cleva ha invece assicurato che il personale sanitario continuerà a garantire il massimo impegno nonostante le difficoltà, prevedendo un aumento degli interventi legati al caldo, agli incidenti e alle emergenze estive.
La trasmissione si è chiusa con un messaggio condiviso dagli ospiti: la necessità di affrontare il tema della sicurezza a Trieste in modo ampio, coinvolgendo istituzioni, famiglie, scuole, sanità e forze dell’ordine, in un’estate che si preannuncia particolarmente intensa sul fronte della gestione del territorio.
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