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Cronaca

Inseguimenti, scontri, arresti e tensione al confine: la Polizia ferma 32 passeur a Trieste

Luca Marsi·
Inseguimenti, scontri, arresti e tensione al confine: la Polizia ferma 32 passeur a Trieste

Tra il 18 settembre e il 14 ottobre 2024, la Polizia di Frontiera di Trieste ha intensificato i controlli, portando a 32 arresti legati all’immigrazione irregolare e alla violazione delle norme di ingresso sul territorio nazionale. Di questi, 26 arresti sono avvenuti in flagranza di reato, con 24 imputati di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e due per violazione del divieto di reingresso. Altri sei arresti sono stati eseguiti su provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria.

Il fenomeno dei passeur e i migranti accompagnati

Sono stati 99 i migranti scoperti ad attraversare il confine accompagnati dai passeur arrestati; tra loro, 22 minori, compresi bambini in tenera età. La maggior parte dei migranti proveniva dalla Turchia e nessuno è risultato in possesso dei requisiti per l’ingresso nell’area Schengen. Alcuni dei viaggi sono stati particolarmente pericolosi: le guide, talvolta, hanno tentato di sfuggire ai controlli della polizia, dando vita a inseguimenti ad alta velocità.

L’incidente dell’11 ottobre: un caso di aggressione e inseguimento

Un episodio particolarmente drammatico si è verificato l’11 ottobre, quando un cittadino ucraino è stato sorpreso a trasportare illegalmente quattro cittadini turchi, tra cui una minore e una donna paraplegica, attraverso l'ex valico di Prebenico. Dopo un primo stop, l’uomo ha tentato la fuga investendo una poliziotta che cercava di identificarlo, causandole lesioni gravi con una prognosi di oltre 30 giorni. La pattuglia ha quindi avviato un inseguimento, riuscendo a bloccarlo solo dopo che l’uomo aveva speronato l’auto di servizio e tentato di scappare a piedi. L'arresto è stato eseguito con il supporto di altre pattuglie, concludendo l’inseguimento nel parcheggio del Centro Commerciale Montedoro.

Altri casi di inseguimenti transfrontalieri

Due ulteriori inseguimenti si sono conclusi con l'arresto di passeur che cercavano di sfuggire alla polizia, in un caso anche attraverso la cooperazione transfrontaliera con la Slovenia. Gli arresti dimostrano come i traffici di migranti non si concentrino in una specifica fascia oraria, ma siano distribuiti lungo tutto l’arco della giornata, evidenziando una costante operatività dei gruppi criminali.

Arresti per vari reati e tipologie di criminali coinvolti

La Polizia di Frontiera ha tratto in arresto individui di varie nazionalità, tra cui ucraini, georgiani, turchi, bosniaci, moldavi, polacchi, cinesi, uzbeki, egiziani e iracheni. I passeur utilizzavano veicoli di vari paesi, inclusi automezzi con targhe bosniache, croate, ceche, francesi, italiane e tedesche. Inoltre, tra i sei arrestati su provvedimento, tre erano cittadini romeni e tre albanesi con condanne per reati di droga, contro il patrimonio e per possesso di armi.

Infine, due individui – un cittadino macedone e un afghano – sono stati arrestati al valico di Fernetti per violazione del divieto di reingresso in Italia, dopo essere stati espulsi dal paese in precedenza.

L’impegno della Polizia di Frontiera per la sicurezza

Il lavoro della Polizia di Frontiera di Trieste si è rivelato cruciale nel contrasto all’immigrazione irregolare e nella prevenzione di situazioni di pericolo legate a comportamenti estremi e violenti dei passeur. Il sequestro dei veicoli utilizzati per i crimini e l’efficace risposta ai tentativi di fuga rappresentano un importante segnale dell’impegno delle forze dell’ordine nella tutela dei confini e della sicurezza nazionale.

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