Pini di Grignano, scatta l'esposto delle associazioni: "Mettere al centro benessere e ambiente" (VIDEO)
Dopo la Conferenza dei Servizi del 16 febbraio scorso sulla variante del progetto regionale di riqualificazione del Porticciolo di Grignano, la consigliera Giulia Massolino del Patto per l’Autonomia - Civica FVG e i consiglieri Francesco Russo del Partito Democratico e Furio Honsell di Open Sinistra FVG hanno convocato una conferenza stampa insieme alle associazioni, che hanno illustrato l’esposto depositato alla Procura della Repubblica contro il controverso progetto, sottoscritto da Renato La Rosa per il Circolo Legambiente Trieste, Gertrud Agnes Maria Prugger per il comitato spontaneo Gruppo Riva Massimiliano e Carlotta e Walter Zalukar (vedi intervista) per l’associazione Costituzione32. L’esposto chiede di verificare eventuali profili di responsabilità di reato nella realizzazione degli interventi già effettuati e nella variante progettuale relativa alla parte sud dell’area, con particolare riferimento all’abbattimento di alberi di pregio e alla trasformazione degli spazi.
Diverse le criticità rilevate secondo i firmatari, già sollevate in sede di Conferenza dei Servizi: la mancanza di adeguate motivazioni tecniche per l’abbattimento degli alberi, in contrasto con le relazioni progettuali ne evidenziassero la stabilità e il valore paesaggistico; difformità tra il progetto approvato e gli interventi effettivamente realizzati, quali gli abbattimenti non previsti; la proposta di variante che prevede l’eliminazione di tutti i pini rimanenti e un aumento significativo dei parcheggi, in contrasto con la destinazione originaria dell’area a spazio di svago e relax; dubbi sulla legittimità della variante alla luce del Codice dei contratti pubblici; carenze nei processi di trasparenza e partecipazione, con l'informazione tardiva delle associazioni ambientaliste; possibili violazioni delle norme di tutela paesaggistica, del regolamento comunale del verde e degli obblighi europei sul ripristino degli ecosistemi urbani. Nell’esposto si richiama inoltre l’articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio e l’ambiente, insieme alla normativa nazionale ed europea in materia di protezione del patrimonio naturale e partecipazione pubblica.
«Il regolamento europeo per il ripristino della natura, già esecutivo e vincolante dal 2024 e di cui è stata avviata proprio in questi giorni la consultazione pubblica per il piano nazionale di ripristino, prevede che gli Enti territoriali siano tenuti a non ridurre gli spazi verdi urbani e di copertura arborea, e anzi a incrementarli dal 2031 - spiega Renato La Rosa -. Con gli abbattimenti, invece, si sta dilapidando il patrimonio arboreo senza adeguate compensazioni, violando il regolamento». «Oltre alle eventuali responsabilità penali di cui si occuperà la Procura, è finora stato ignorato il danno patrimoniale - aggiunge Walter Zalukar -. Ci riserviamo di depositare un esposto anche in sede di Corte dei Conti per il danno arrecato al territorio, anche in termini economici».
«Un tale danno ambientale e paesaggistico - afferma Gertrud Prugger - è spropositato rispetto alla reale necessità di stalli, che nei fatti non c’è se non nelle giornate festive estive. Davvero questo scempio per pochi giorni all’anno?» «Avevamo già espresso la nostra contrarietà alla variante progettuale, che dopo lo scempio già perpetrato nella parte nord, diventata un parcheggio e un’isola di calore fronte mare sacrificando gli amati e rigogliosi pini che si era promesso di salvare, andrebbe a distruggere anche l’unico aspetto positivo del progetto: la zona ludico-ricreativa nella parte sud - afferma Massolino, che aveva presentato un’interrogazione immediatamente a seguito dell’abbattimento improvviso degli alberi della parte nord e un ordine del giorno alla finanziaria 2026 -. Sosteniamo le associazioni che fanno tutto quanto in loro potere per fermare questo progetto e ripensarlo completamente, mettendo al centro il benessere delle persone e la tutela ambientale e paesaggistica, anziché le automobili. La Regione faccia un passo indietro, tenga in considerazione la petizione firmata da duemila persone per conservare i pini ed esegua un’analisi dell’effettiva domanda di stalli e delle alternative progettuali per l’organizzazione della mobilità».
«È sufficiente confrontare le immagini di Google Earth per cogliere l'entità degli interventi e del consumo di suolo già operato - aggiunge il consigliere Furio Honsell -. Questo consumo di suolo va condannato e fermato». I firmatari sottolineano come la variante progettuale rischi di compromettere in modo irreversibile il valore ambientale e paesaggistico dell’area, privilegiando l’incremento dei posti auto rispetto alla qualità dello spazio pubblico e alla continuità con il vicino Parco di Miramare.