Case di comunità, Poggiana: “Risposta positiva, alternative concrete al pronto soccorso” (VIDEO)
La nuova casa di comunità di Trieste entra sempre più nella quotidianità dei cittadini. Nel corso della diretta di “Un capo in B” dal Citybar Tergesteo, il direttore generale di ASUGI Antonio Poggiana ha fatto il punto sul nuovo servizio sanitario territoriale inaugurato alla fine del 2025 all’Ospedale Maggiore, spiegando come la risposta della popolazione sia stata definita “molto positiva”.
La struttura, attiva h24 e collocata accanto al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore, rappresenta uno dei progetti centrali della nuova organizzazione sanitaria territoriale. Secondo quanto spiegato da Poggiana, l’obiettivo è quello di offrire una risposta sanitaria intermedia ai cittadini che non necessitano di cure urgenti da pronto soccorso ma che hanno comunque bisogno di assistenza medica e infermieristica.
Come funziona la casa di comunità
Nel corso dell’intervento, Poggiana ha spiegato che la struttura opera con un triage unico condiviso con il pronto soccorso. Una volta arrivato all’ingresso, il paziente viene valutato dal personale sanitario che decide se indirizzarlo verso l’area di emergenza oppure verso la casa di comunità.
Il direttore generale di ASUGI ha chiarito che il servizio è pensato soprattutto per le cure primarie, per le patologie non urgenti e per la gestione della cronicità. Una funzione che diventa particolarmente importante nei momenti in cui il medico di famiglia non è disponibile oppure quando l’ambulatorio è chiuso.
Secondo quanto illustrato durante la trasmissione, nella struttura sono presenti medici, infermieri e ambulatori dedicati, con percorsi diretti anche verso specialità come ortopedia, oculistica e odontoiatria.
“La popolazione sta conoscendo il servizio”
Poggiana ha sottolineato come i primi mesi di attività abbiano già mostrato dati incoraggianti. Pur senza anticipare i numeri ufficiali del primo quadrimestre, il direttore generale ha parlato di una risposta importante da parte dell’utenza.
L’auspicio espresso durante la diretta è che il servizio venga conosciuto sempre di più dalla popolazione, così da alleggerire progressivamente gli accessi impropri ai pronto soccorso. Un tema che da anni rappresenta uno dei nodi principali della sanità pubblica.
Nel corso dell’intervista è stato inoltre evidenziato come la sanità territoriale a Trieste stia assumendo un ruolo sempre più strategico, soprattutto in una fase storica caratterizzata dall’aumento delle patologie croniche e dall’invecchiamento della popolazione.
Dove si trova la struttura
La casa di comunità si trova accanto al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore, con ingresso dalla zona di via Gatteri. Proprio la vicinanza fisica con il pronto soccorso viene considerata uno degli elementi chiave del nuovo modello organizzativo, che punta sulla rapidità nella valutazione dei pazienti e sull’instradamento immediato verso il percorso più adeguato.
Nel corso della trasmissione è stato ribadito più volte come il servizio rappresenti un punto di riferimento per tutte quelle situazioni che richiedono assistenza sanitaria ma non configurano un’emergenza.
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