mercoledì 9 settembre 2026
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Il Comune informa

Piazza Garibaldi: pluripregiudicato minaccia passante con coltello, poi consegna un secondo coltello alla locale (che non si fa ingannare)

Luca Marsi·
 La Polizia Locale è sempre attenta ai segnali provenienti dal territorio e alle segnalazioni dei cittadini, anche riguardo ai recenti fatti che hanno interessato l’area prospicente a Piazza Garibaldi. E anche questa volta ha fatto centro. Il 19 aprile ultimo scorso, nell’ottica dell’intensificazione dei controlli volti a contrastare i crescenti fenomeni di violenza nella già citata piazza Garibaldi e nelle zone limitrofe, una pattuglia della Polizia Locale interveniva d’iniziativa all’inizio di via Pascoli dopo aver visto direttamente un uomo minacciare con un coltello tradizionale arabo a lama ricurva un altra persona.
 
Alla vista degli agenti l’uomo (F.E. le sue iniziali, classe 1956, pluripregiudicato per reati contro la persona e il patrimonio) occultava repentinamente l’arma tentando nel contempo di allontanarsi. Prontamente raggiunto dagli operatori, alla legittima richiesta di consegnare l’arma, F.E. forniva un coltellino svizzero tipo “multiuso “ sostenendo di non essere in possesso di altri oggetti atti ad offendere nel palese tentativo di depistare l’attività di indagine.
 
Gli operatori, forti di quanto appurato de visu in precedenza, non si lasciavano trarre in inganno e, dopo aver chiamato in supporto una pattuglia di back up anche in considerazione del pericolo ancora attuale ed in atto, procedevano a un perquisizione sommaria del soggetto fermato e all’individuazione di alcuni testi oculari che confermavano quanto visto prima dagli agenti. Questa prima perquisizione in strada, al fine di accertare l’eventuale porto abusivo di
un’ arma, eseguita sempre e comunque nel rispetto della dignità personale, consentiva di rinvenire, oltre al coltellino svizzero già consegnato, il coltello tradizionale turco visto in precedenza ed utilizzato per minacciare la sua vittima occultato dietro alla schiena e infilato nella cinta dei pantaloni sotto la giacca indossata.
 
Visto l’atteggiamento scarsamente collaborativo dell’uomo, avendo ragione di ritenere che lo stesso potesse occultare addosso o all’interno dei suoi effetti personali altri oggetti atti a offendere, F.E. veniva accompagnato
presso la caserma San Sebastiano dove veniva sottoposto ad una perquisizione più accurata.
Questa seconda perquisizione consentiva il ritrovamento di un taglierino con lama di circa 3 cm, di un ulteriore coltello a serramanico con lama di circa 5 cm, di un cacciavite e di un ulteriore attrezzo multiuso con lama da 7 cm.
Tutti i coltelli e gli oggetti ritrovati, il cui porto appariva ingiustificato, oltre che il coltello tradizionale arabo utilizzato poco prima per perpetrare la minaccia nei confronti della vittimaprescelta, venivano posti sotto il vincolo del sequestro. L’uomo, dopo gli adempimenti di rito, veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di minaccia aggravata e porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. 

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