Trieste, 59 zaini donati ai migranti, Roberta Dambrosi: «E gli alunni triestini in difficoltà?»

A poche ore dall'inizio dell'anno scolastico, 59 zaini donati ai migranti diventano motivo di una presa di posizione politica a Trieste. A sollevare la questione è Roberta Dambrosi, consigliera della V Circoscrizione, che attraverso i social mette a confronto l'iniziativa solidale rivolta ai migranti con le difficoltà economiche vissute da alcune famiglie triestine nell'acquisto del materiale scolastico.
Il punto sollevato da Dambrosi non riguarda l'utilità degli zaini per chi li ha ricevuti, ma la richiesta di rivolgere, a suo giudizio, la stessa attenzione ai bambini e ai ragazzi della città che si preparano a tornare sui banchi.
«59, dico 59 zaini»
La consigliera parte da una fotografia ripropostale da Facebook e relativa alla donazione.
«Fb mi propone questa foto con il ringraziamento ad una associazione che ha regalato ai migranti 59, dico 59 zaini che sembrano essere fondamentali per loro quanto le scarpe nuove», scrive Dambrosi.
Da qui il confronto con l'imminente apertura delle scuole.
«Siamo a settembre, domani inizia l'anno scolastico per tanti bambini e ragazzi e molti degli alunni dei nostri istituti NON avranno lo zaino nuovo».
Il richiamo alle difficoltà delle famiglie
Dambrosi porta quindi l'attenzione sul costo che il ritorno a scuola può rappresentare per i nuclei familiari.
«Sappiamo tutti quanto sia difficile far quadrare i conti in famiglia e spesso uno zaino, anche se logoro, viene usato per 5/8 anni».
Un passaggio con cui la consigliera pone al centro della propria riflessione quelle famiglie che, secondo quanto sostiene, non riescono necessariamente a sostituire ogni anno il materiale scolastico dei figli.
«Uno zaino è indispensabile anche per gli alunni triestini»
È nella conclusione del post che arriva il messaggio politico più netto.
«Ora, che uno zaino sia indispensabile anche per gli alunni triestini credo sia lapalissiano. Che nessuna associazione se ne sia mai accorto è davvero sconfortante».
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