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Cronaca

Ucraina, Ue: "Non si parla di possibili sanzioni alla Serbia"

Luca Marsi·

In seno alla Ue non vi è alcun dibattito su possibili sanzioni alla Serbia.

Lo ha detto oggi Emanuele Giaufret, capo della delegazione Ue a Belgrado con riferimento alle voci su possibili ritorsioni europee per il rifiuto del Paese balcanico di aderire alle sanzioni internazionali contro la Russia per l'attacco armato all'Ucraina.

"La Serbia è un Paese candidato, ha adottato le stesse misure dell'Unione europea aprendo le porte ai rifugiati ucraini e consentendo loro l'accesso al mercato del lavoro e all'istruzione. Belgrado ha compiuto passi molto positivi, vogliamo che il governo serbo e il popolo serbo siano con noi, opponendosi all'aggressione in Ucraina", ha detto Giaufret all'emittente all news balcanica N1. "Ci aspettiamo che tutti i Paesi con ambizione di aderire alla Ue si allineino gradualmente con la politica estera e con le misure adottate dalla Ue", ha aggiunto il diplomatico italiano, dicendosi ottimista sul prosieguo del cammino europeo di Belgrado. Giaufret ha poi detto di non poter rispondere concretamente alla domanda se la Serbia, quale Paese candidato alla Ue, debba imporre sanzioni alla Russia.

"Sappiamo che la Serbia è in una posizione delicata, sul piano energetico dipende dalla Russia, dobbiamo occuparci di questo problema", ha affermato. E con riferimento alle elezioni parlamentari e presidenziali del 3 aprile in Serbia, Giaufret ha sottolineato come sia positivo che ad esse partecipano tutte le forze politiche, comprese quelle di opposizione

(ANSAmed). QN

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