Trovato un raro pesce luna morto a Santa Croce: scatta l'appello ai diportisti

Un ritrovamento eccezionale, purtroppo senza vita, ha mobilitato ieri pomeriggio il porticciolo di Santa Croce. Grazie alla segnalazione di alcuni pescatori locali, è stata individuata la carcassa di un maestoso esemplare di pesce luna (Mola mola), uno dei giganti più affascinanti e misteriosi che popolano i nostri mari. Il fianco visibile del grande vertebrato non mostrava ferite superficiali. Tuttavia, la reale causa del decesso resta un mistero: a causa della stazza imponente e del peso straordinario dell'animale – i cui esemplari adulti possono raggiungere anche le 2 tonnellate – non è stato possibile rovesciare la carcassa per un'ispezione completa. Impossibile, al momento, stabilire se la morte sia sopraggiunta per cause naturali o per un impatto di origine antropica. Al di là del singolo episodio, il ritrovamento riaccende i riflettori sulla sicurezza della fauna marina nel Golfo di Trieste, proprio in concomitanza con l'inizio della stagione balneare. Le specie di grandi dimensioni che frequentano le nostre acque – come cetacei, tartarughe, squali e gli stessi pesci luna – sono infatti fortemente esposte al rischio di impatto con le imbarcazioni.
Da qui la raccomandazione fondamentale rivolta a tutti i naviganti e diportisti: moderare la velocità dei mezzi a motore, specialmente sotto costa, per evitare collisioni che per questi animali si rivelano quasi sempre fatali. Gli esperti colgono l'occasione per fare chiarezza su un comportamento tipico di questa specie, che spesso trae in inganno i bagnanti. Osservare un pesce luna adagiato su un fianco a pelo d'acqua non significa necessariamente che l'animale sia morto o in difficoltà.
I Mola mola (noti nei paesi anglosassoni come "Sunfish", pesce sole) salgono frequentemente in superficie in questa esatta posizione per due ragioni biologiche ben precise: scaldarsi al sole dunque utilizzano i raggi solari per la termoregolazione dopo lunghe immersioni nelle acque profonde e fredde, e liberarsi dai parassiti. Vuol dire che offrono il fianco a uccelli marini e piccoli pesci pulitori, che si cibano dei parassiti che ricoprono la loro cute ruvida. La raccomandazione, in caso di avvistamento di un esemplare vivo in salute, è di ammirarlo a debita distanza senza disturbarlo, mantenendo sempre una navigazione responsabile.
foto Area Marina Protetta Miramare
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