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Cronaca

Trieste, Paul Pisani: «I controlli servono, anche se non possono coprire tutto il territorio» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Paul Pisani: «I controlli servono, anche se non possono coprire tutto il territorio» (VIDEO)

I controlli al confine con la Slovenia servono, soprattutto come deterrenza, ma non possono essere considerati risolutivi su un territorio ampio e complesso come quello triestino. È la posizione espressa da Paul Pisani durante la diretta “Verso la fine dell’estate”.

«Serve perché è una deterrenza»

Pisani ha spiegato di attraversare frequentemente l’area di Muggia e di avere una percezione molto concreta del funzionamento dei controlli.

Secondo la sua esperienza personale, non si tratterebbe più del controllo capillare tipico del passato.

«Non esiste più il controllo come si faceva una volta che si leggeva il passaporto o il famoso lasciapassare».

Ha quindi raccontato di non aver visto frequentemente automobili fermate durante i suoi passaggi, pur riconoscendo che la presenza delle pattuglie ha comunque una funzione.

«Secondo me serve perché è una deterrenza».

«Magari vedono la polizia e cambiano strada»

Pisani ha spiegato il concetto facendo riferimento a chi potrebbe decidere di evitare un determinato valico proprio per la presenza delle forze dell’ordine.

«Magari uno dice: “Là c’è la polizia, ci fermano”, e passano per altre parti».

Ed è proprio qui che emerge il limite principale.

«Siamo talmente un territorio vasto che possono passare dove vogliono, in qualsiasi posto».

Utilità sì, ma senza illusioni

La posizione di Pisani si colloca dunque a metà strada tra quella di Rovinelli, fortemente favorevole ai controlli, e quella di Ramazzina, molto critica sulla loro efficacia concreta.

Per Pisani la presenza dello Stato sul confine resta utile, soprattutto come deterrente, ma non può essere interpretata come una barriera capace di impedire ogni passaggio.

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