venerdì 6 novembre 2026
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Cronaca

Trieste, falsa “convocazione giudiziaria” via mail: il francobollo da 5 lire tradisce la tentata truffa

Luca Marsi·
Trieste, falsa “convocazione giudiziaria” via mail: il francobollo da 5 lire tradisce la tentata truffa

Una presunta “convocazione giudiziaria”, accuse pesantissime, la minaccia di un arresto entro poche ore e persino un vecchio francobollo da 5 lire utilizzato come se fosse un bollo ufficiale. È la singolare tentata truffa segnalata a Trieste Cafe da un triestino che si è visto recapitare via mail un documento costruito per apparire come una comunicazione proveniente dalle autorità.

Il destinatario, però, non è caduto nella trappola. Anzi, tra i numerosi elementi sospetti presenti nel documento, uno in particolare lo ha fatto sorridere.

«Mi arriva una delle solite mail truffa dalla “Brigata” di Polizia. La cosa che mi fa sorridere è il francobollo che hanno messo a mo' di bollo», racconta.

Una falsa “convocazione giudiziaria” costruita per spaventare

Il documento ricevuto dal triestino cerca di assumere un aspetto istituzionale fin dalle prime righe. Compaiono lo stemma della Repubblica Italiana e riferimenti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza e alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Subito sotto compare però una denominazione quantomeno singolare: “Brigata dei Giovani”.

Al centro, in caratteri ben evidenti, campeggia poi la scritta “Convocazione giudiziaria”.

Il testo utilizza il nome del capo della Polizia e inserisce riferimenti normativi e formule dal tono burocratico, nel tentativo evidente di conferire autorevolezza alla comunicazione.

Accuse gravissime e la minaccia dell'arresto

La strategia utilizzata nel messaggio punta soprattutto sulla paura.

Nel documento vengono rivolte al destinatario gravissime accuse relative a presunti reati sessuali e informatici, sostenendo addirittura che sarebbero state raccolte prove attraverso una non meglio precisata attività di “Cyber Infiltration”.

La comunicazione invita quindi il destinatario a rispondere via e-mail fornendo le proprie giustificazioni entro 72 ore.

E la pressione cresce ulteriormente nelle righe successive: in assenza di una risposta, il documento prospetta l'invio di un rapporto, l'emissione di un mandato d'arresto e persino un immediato intervento delle forze dell'ordine.

Un crescendo costruito per mettere in agitazione chi riceve la comunicazione e indurlo a reagire senza soffermarsi sulle numerose incongruenze presenti.

Poi spunta il francobollo da 5 lire

Ed è proprio nella parte inferiore della pagina che compare il dettaglio più curioso.

Accanto a firme, timbri e riferimenti che vorrebbero conferire ufficialità al documento è stata inserita l'immagine di un vecchio francobollo di Poste Italiane dal valore di 5 lire.

Un elemento talmente fuori contesto da aver immediatamente attirato l'attenzione del triestino.

«La cosa che mi fa sorridere è il francobollo che hanno messo a mo' di bollo», sottolinea infatti il destinatario.

Un piccolo rettangolo blu che, nel tentativo di rendere più “ufficiale” la pagina, finisce invece per diventare uno degli elementi più surreali dell'intera comunicazione.

La segnalazione del triestino

L'episodio viene raccontato proprio per mettere in guardia altri cittadini che potrebbero ricevere comunicazioni analoghe.

Il meccanismo punta infatti a impressionare il destinatario attraverso simboli istituzionali, linguaggio giudiziario, accuse particolarmente gravi e scadenze molto ravvicinate.

In questo caso il triestino ha riconosciuto immediatamente il tentativo di raggiro e ha deciso di segnalarlo, soffermandosi anche con ironia sul curioso francobollo da 5 lire.

Dietro quell'elemento quasi grottesco resta però un meccanismo tutt'altro che divertente: spaventare chi riceve la mail abbastanza da convincerlo a rispondere e a entrare in contatto con chi si nasconde dietro il messaggio.

La prudenza, davanti a comunicazioni di questo genere ricevute via posta elettronica, rimane dunque fondamentale.

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