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Cronaca

Trieste, allarme campeggio libero sul Carso: «Oggi sono 12 camper, domani potrebbero essere 30 o 40»

Luca Marsi·
Trieste, allarme campeggio libero sul Carso: «Oggi sono 12 camper, domani potrebbero essere 30 o 40»

Una segnalazione molto netta arriva da un triestino che, nella mattinata di ieri, racconta di aver contato 12 camper lungo la Napoleonica, quasi tutti con targa estera e con persone che, secondo quanto osservato, avrebbero trascorso lì la notte.

Il cittadino sostiene che non si tratti più di episodi isolati. Sul Carso, afferma, si vedrebbero sempre più spesso camper, van e tende sistemati in parcheggi e piazzole che, a suo giudizio, rischiano di trasformarsi progressivamente in aree di campeggio gratuito.

«Dodici camper in una mattina»

La segnalazione parte da un dato preciso.

«Ieri mattina sulla Napoleonica ho contato 12 camper. Dodici», racconta.

Secondo il triestino, quasi tutti avevano targa estera e alcuni occupanti si erano sistemati anche all’esterno dei mezzi.

Da qui la domanda: fino a che punto è corretto utilizzare parcheggi pubblici o piazzole del Carso come luoghi di sosta notturna prolungata?

«Il turismo va benissimo, ma va gestito»

Il residente chiarisce di non avere nulla contro il turismo né contro chi viaggia in camper.

«Trieste è diventata turistica? Benissimo. Ne sono contento», afferma.

Il punto, secondo lui, è un altro: distinguere tra una normale sosta e un vero e proprio campeggio, soprattutto quando la permanenza si prolunga e avviene in luoghi privi di servizi.

Il nodo dei servizi

Il triestino ricorda che sull’altopiano esistono campeggi e strutture dedicate proprio a chi viaggia con camper o tende.

Luoghi dove ci sono bagni, acqua, sistemi di raccolta dei rifiuti e possibilità di scarico.

«I campeggi esistono perché queste cose devono essere gestite», osserva.

La sua preoccupazione è che una presenza crescente di mezzi in aree non attrezzate possa creare problemi sia dal punto di vista ambientale sia da quello del decoro.

Il confronto con le strutture ricettive

Nella segnalazione viene sollevato anche un tema economico.

Il cittadino richiama il fatto che alberghi, B&B e campeggi devono rispettare norme, registrare gli ospiti, sostenere costi e adempiere agli obblighi previsti.

Da qui la domanda: è corretto che, a poca distanza, gruppi numerosi di camper possano trascorrere la notte gratuitamente in spazi pubblici?

Per il triestino, il tema non è penalizzare chi viaggia in camper, ma evitare una disparità tra chi utilizza strutture regolari e chi invece sosta dove capita.

«Se i campeggi non bastano, creiamo più aree camper»

La proposta del residente non è quella di vietare tutto.

Anzi, indica una possibile soluzione: creare più aree camper attrezzate, anche economiche e ben integrate nel territorio.

«Se i campeggi non bastano, facciamo più aree camper. Attrezzate, magari economiche, magari bellissime», afferma.

L’obiettivo sarebbe dare un’alternativa chiara a chi vuole fermarsi sul territorio senza trasformare parcheggi e piazzole in campeggi improvvisati.

«Oggi sono 12, domani potrebbero essere molti di più»

La preoccupazione è soprattutto prospettica.

Il cittadino teme che, con l’aumento dei flussi turistici, il fenomeno possa crescere rapidamente.

«Ieri sulla Napoleonica erano 12. Se tra qualche anno saranno 30 o 40, magari qualcuno si accorgerà che abbiamo un problema. Io preferirei accorgermene prima».

Il Carso come bene comune

La riflessione si chiude con un concetto molto semplice.

Il turismo, secondo il residente, è una grande opportunità per Trieste, ma proprio per questo va governato.

«Il Carso non è un campeggio gratuito. È di tutti. E vorrei che rimanesse così».

Una frase che riassume il senso della segnalazione: non una protesta contro i camperisti, ma una richiesta di regole, servizi e gestione prima che il fenomeno diventi più difficile da controllare.

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