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Cronaca

Sicurezza nelle città, GIS chiarisce: «L'unico steward previsto dalla legge è quello calcistico» (VIDEO)

Luca Marsi·
Sicurezza nelle città, GIS chiarisce: «L'unico steward previsto dalla legge è quello calcistico» (VIDEO)

Uno dei temi affrontati durante la trasmissione Un capo in B è stato quello della figura degli operatori impegnati nel monitoraggio della movida e degli eventi pubblici. Un argomento spesso accompagnato da equivoci terminologici che, secondo Franco Cecconi, merita di essere chiarito partendo proprio dal linguaggio utilizzato.

Perché parlare di steward è improprio

Secondo Cecconi, nella comunicazione quotidiana si tende a definire "steward" qualsiasi operatore impiegato nei servizi di sicurezza durante eventi o nelle aree della movida. Una definizione che, dal punto di vista giuridico, non sarebbe corretta.

Nel suo intervento ha spiegato infatti che l'unica figura identificata formalmente come steward dalla normativa italiana è quella dello steward calcistico, introdotta per operare negli impianti sportivi.

Per tutte le altre attività, la figura prevista dalla normativa è quella dell'addetto ai servizi di controllo, disciplinata da specifiche disposizioni legislative.

Una figura regolata dalla legge

Durante l'intervista Cecconi ha ricordato che questa figura nasce con il cosiddetto pacchetto sicurezza del 2009 e trova la propria disciplina attuativa nel decreto ministeriale del 6 ottobre 2009.

Si tratta quindi di una professionalità che opera all'interno di un quadro normativo preciso e che svolge attività ben definite, differenti da quelle riservate alle forze di polizia.

L'obiettivo principale è quello di contribuire alla prevenzione e al monitoraggio delle situazioni potenzialmente critiche, mantenendosi sempre entro i limiti stabiliti dalla legge.

Che cosa possono fare gli addetti ai servizi di controllo

L'addetto ai servizi di controllo svolge prevalentemente attività di osservazione, prevenzione e segnalazione.

Durante la trasmissione è stato spiegato come questi operatori rappresentino una presenza costante sul territorio, capace di individuare eventuali criticità e di attivare immediatamente le forze dell'ordine quando la situazione supera le competenze loro attribuite.

Secondo Cecconi, il principio fondamentale è proprio quello della collaborazione con le autorità competenti, senza alcuna sovrapposizione di ruoli.

Il modello della sicurezza integrata

Nel corso dell'intervista è stato illustrato anche il concetto di sicurezza integrata.

Gli addetti ai servizi di controllo operano infatti come elemento di collegamento tra cittadini e forze dell'ordine, contribuendo ad aumentare il presidio del territorio senza sostituire le competenze delle istituzioni preposte alla pubblica sicurezza.

Si tratta di una presenza che punta soprattutto sulla prevenzione, sulla capacità di osservazione e sulla tempestività delle segnalazioni.

Dalle discoteche agli eventi pubblici

Come ricordato da Cecconi, inizialmente questa figura era stata pensata soprattutto per operare all'interno delle discoteche.

Successivamente il suo impiego si è progressivamente esteso anche ai concerti, ai congressi, agli eventi pubblici e alle manifestazioni con elevata partecipazione di persone.

Nel tempo il ruolo si è quindi ampliato, adattandosi alle esigenze organizzative di contesti molto differenti tra loro.

L'importanza della prevenzione

Secondo quanto spiegato durante la diretta, uno degli aspetti più importanti riguarda la capacità di prevenire le situazioni di tensione prima che possano trasformarsi in episodi più complessi.

La presenza sul territorio, unita all'osservazione costante e al dialogo con il pubblico, rappresenta infatti uno degli strumenti principali attraverso cui gli operatori cercano di contribuire al mantenimento di un clima sereno.

Una figura diversa dalle forze dell'ordine

Nel corso dell'intervista è stato ribadito più volte che gli addetti ai servizi di controllo non svolgono compiti di polizia.

Quando la situazione richiede interventi che esulano dalle loro competenze, la procedura prevista consiste nell'attivare immediatamente le forze dell'ordine attraverso i canali di comunicazione predisposti.

Per questo motivo, secondo Cecconi, è importante evitare confusioni terminologiche che potrebbero generare aspettative non corrispondenti alle reali funzioni attribuite dalla normativa.

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