mercoledì 10 giugno 2026
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Cronaca

Padre di Pierluigi Rotta: "sentenza chiaramente di natura politica, continuiamo a soffrire ma la guerra non finisce"

Luca Marsi·
Il padre di Pierluigi Rotta, Pasquale Rotta, ha voluto commentare ai microfoni di Trieste Cafe gli ultimi sviluppi in merito al caso dell'uccisione di suo figlio e del collega Matteo Demengo. "Sono il padre dell'agente vigliaccamente ucciso in Questura il 4 ottobre 2019 e ucciso per la seconda volta il 6 maggio scorso, volevo replicare alle dichiarazioni del Procuratore di Trieste, Antonio De Nicolo. Mi sembra chiaro che con le loro dichiarazioni hanno voluto giustificare il loro operato e, siccome da parte mia sono ancora pienamente in grado di capire certe cose, è evidente che la sentenza emessa è di natura politica" dichiara il signor Rotta. "Poi, chi ci va rimettere siamo sempre noi persone per bene e i cittadini onesti che devono sottostare alle loro interpretazioni errate e pagare il prezzo piu salato, l'uccisione di un figlio senza poter replicare. Non si sono minimamente interessati di cosa noi 'comuni mortali' stavamo provando, un dolore atroce di genitori martoriati, beffati e impotenti a quello che la vita ci ha messo davanti". "Le autorità competenti devono mettere in conto anche il dolore di chi successivamente avrà una vita solo piena di ricordi e basta. Adesso in qualche modo si sentono in colpa per avere preso una decisione sbagliata e cercano di giustificare quanto causatoci", continua il padre di Pierluigi, "io sono convinto che se invece del figlio di un poliziotto fosse stato un altro ragazzo, magari figlio di un magistrato, la sentenza non sarebbe stata la stessa. Non c'è bisogno che si giustifichino, rimane il fatto che hanno sbagliato, e allora se non parlano e restano zitti è meglio, così fanno piu bella figura visto che quando parlano fanno solo danni". Il signor Rotta, infine, rimarca il fatto che la sua guerra "continua finché non verrà data la sentenza giusta. La notte non dormo pensando a mio figlio Pierluigi, mi ricordo ogni parte del suo corpo, anche i nei che aveva sulle spalle e le cicatrici che io gli curavo da bambino quando cadeva, loro invece non dormono per il rimorso di quello hanno fatto e che si portano sulla coscienza".

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