Il triestino Adriano Cherri termina la ultramaratona da 100km del 'Passatore', "non arrendersi mai" (FOTO)
La storia di Adriano Cherri non è solamente una storia di passione, impegno e fatica.
È una storia personale, di forza e determinazione che sono capaci di uscire da un essere umano proprio nel momento in cui risulta più fragile.
Dopo aver vissuto un'adolescenza che per definizione mette a dura prova tutti i ragazzi che la attraversano, chi in maniera più profonda e chi, più fortunato, in modo meno doloroso, Adriano ha dovuto affrontare i demoni dell'insicurezza, del giudizio, dell'inadeguatezza, di un mondo che giorno dopo giorno lo faceva sentire sempre più estraneo a se stesso e agli altri.
La sua via di fuga da tutto questo, una volta lasciato il calcio, è stato rifugiarsi nel cibo fino all'eccesso arrivando così a raggiungere il sovrappeso, mentre il confronto con gli altri ragazzi lo faceva sentire sempre da meno, senza un equilibrio che sembrava invece essere presente in chiunque lo circondasse, ma che in realtà è carente pressoché in tutti noi.
Oggi Adriano è riuscito ad uscire dal vortice del suo "stato oscuro" - come lui stesso l'ha definito - e spera che condividendo la sua esperienza essa possa infondere fiducia e voglia di combattere in chi si ritrova in una situazione simile.
"La vita prima ti presenta la lezione e poi te la spiega. Nel momento in cui capisci che, se lo vuoi veramente, puoi essere capace di tutto, non ti poni limiti e i tuoi obiettivi aumentano perché sai che sei in grado di raggiungerli, non importa quanto tempo ci vorrà", racconta Adriano.
"Il fattore scatenante per la mia rivincita è stato quando sono riuscito a perdere 30kg con dedizione e costanza, accogliendo allo stesso tempo una consapevolezza intermittente, passo dopo passo. Serve ribellarsi e ribellarsi ancora, 'finché gli agnelli non diventeranno leoni', evolvere e diventare meglio di chi un tempo potevamo guardavamo con invidia".
È stato così che nel suo difficile percorso Adriano si è imbattuto nella corsa che è divenuta una sua grande passione, fino a voler partecipare alla ultramaratona Endurance da 100 km del 'Passatore' (per l'esattezza 101km e 460m con un dislivello attivo), svoltasi il 21 e 22 maggio che ha contato quasi 4000 partecipanti.
La gara, arrivata alla sua 48esima edizione dal 1973, porta il nome di una tipica figura folkloristica romagnola il cui percorso si snoda da Firenze fino a Faenza attraversando l'impervio Passo della Colla, a 1000 metri di altitudine.
Un vero e proprio viaggio nella 'selva oscura' dantesca che si addentra nell'inferno prima di raggiungere il paradiso, che richiede ai 'passatori' di affrontare i propri gironi interiori per emergere poi nella loro luce.
"Il mio obiettivo era finire la corsa, che è un po' il motivo per cui tutti partecipano a questa competizione, più per sfidare se stessi che per vincere effettivamente", spiega Adriano.
"La corsa è un viaggio in prospettiva. Prima di cominciare assimili la rabbia, il dolore e ciò che ti fa stare male e la converti in energia positiva. Poi, mentre corri e stai raggiungendo l'obiettivo, l'unico nemico è soltanto te stesso e la tua mente. È questo ciò che voglio trasmettere: sia per dimagrire - o per superare qualsiasi tipo di ostacolo personale - sia per fare una corsa hai bisogno di porti degli obiettivi e un nemico da abbattere. Il tuo valore esiste e conta molto di più di ciò che gli altri credono di sapere su di te. È tutta questione di testa, e non tanto di gambe, perché non stai fuggendo dai tuoi problemi ma ci corri incontro".
Per Adriano, la corsa è anche un'attività meditativa che pratica senza le cuffie nelle orecchie proprio perché esige di ascoltare e comprendere il proprio corpo, "tutte le mie parti devono essere una squadra, non si può lasciare niente indietro".
"L'importante è avviarsi anche se il tuo cervello ti ricorda di avere paura perché non sai quale sarà la destinazione del tuo cambiamento, e ti sussurra vigliaccamente che non ce la farai ad attraversare la selva oscura" continua a raccontarci Adriano, "ma ho imparato che non bisogna pensare a quanto manca e ripetersi invece quanta strada si è già fatta, e nel frattempo crearsi altri piccoli obiettivi, quasi a scomporre il percorso in piccole zone di sosta e consapevolezza".
Socrate diceva che "il segreto del cambiamento è concentrare tutta la tua energia non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo", ed è esattamente ciò che Adriano ha dimostrato a se stesso, tagliando il traguardo della sua gara personale che l'ha reso la persona che è oggi.
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