Il chirurgo riapre l'aorta con un filo elettrificato, salvato un 40enne

All'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino un quarantenne con Sindrome di Marfan è stato salvato in due tempi dalla dissecazione aortica: prima la cardiochirurgia d'urgenza, poi in chirurgia vascolare una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata, eseguita per la prima volta con successo in Italia in un quadro genetico così fragile. Una corsa contro il tempo, lungo l'arteria più importante del corpo umano, culminata in una procedura tanto precisa quanto rischiosa: incidere dall'interno la membrana che impediva al sangue di raggiungere adeguatamente reni, intestino e una gamba. Dopo la riparazione della valvola aortica e di quella mitrale in Cardiochirurgia, il professor Mauro Rinaldi e la sua équipe sostituiscono l'aorta ascendente e l'arco aortico. L'intervento riesce, ma la dissezione continua fino alla terminazione dell'aorta e reni e intestino ricevono ancora meno sangue del necessario. Il cuore è salvo, la corsa no. Il professor Fabio Verzini (direttore della Chirurgia vascolare universitaria) propone una soluzione fuori dall'ordinario: una settotomia aortica endovascolare con guida elettrificata. L'accesso avviene in modo mini-invasivo attraverso le arterie dell'inguine. Sotto guida radiologica, un sottile filo metallico raggiunge la membrana che divide l'aorta. Poi viene elettrificato e usato come uno strumento di incisione controllata. Millimetro dopo millimetro, il setto viene aperto longitudinalmente, come una cerniera lungo una piega sbagliata: i due flussi tornano a comunicare e la lamella smette di ostacolare le arterie dirette agli organi. La complicanza più temuta, la rottura dell'aorta, non si verifica. Il recupero è rapido: tre giorni dopo la procedura il paziente lascia l'ospedale, senza necessità di riabilitazione. "L'ospedale Molinette si conferma ancora una volta un centro di eccellenza e innovazione, dove anche i casi più complessi trovano soluzioni avanzate", dichiara Livio Tranchida, direttore generale Cdss. (ANSA). PRT-COM ANSA
Foto di Sasin Tipchai da Pixabay
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