Studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo teso a valutare l'efficacia e la sicurezza di PRM-151 in pazienti affetti da fibrosi polmonare idiopatica
La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una forma rara e specifica di polmonite cronica, fibrosante e interstiziale limitata al polmone e porta a una perdita irreversibile della funzione polmonare. Assomiglia dal punto di vista istopatologico alla polmonite interstiziale abituale.
Storicamente, i pazienti che ricevevano una diagnosi di IPF richiedevano una biopsia polmonare chirurgica; tuttavia, la definizione attuale consente una diagnosi di IPF attraverso metodi clinici e radiologici.
La diagnosi di IPF richiede l'esclusione di altre cause note di malattia polmonare interstiziale (ILD), come l'esposizione ambientale domestica e professionale esposizioni ambientali, malattie del tessuto connettivo e tossicità dei farmaci (Raghu et al. 2011).
La prognosi dei pazienti è scarsa, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni per l'IPF precedentemente riportato tra il 20% e il 40% (Olson et al. 2007). Nel 2015, l'incidenza dell'IPF in Nord America ed Europa è stata stimata da 3 a 9 casi per 100.000 anni-persona, con un'incidenza inferiore in Asia e Sud America (Hutchinson et al. 2015). Anche se rara, l'incidenza della IPF è in aumento, probabilmente a causa di un crescente riconoscimento della malattia e al recente sviluppo di criteri diagnostici uniformi (Raghu et al. 2018).
L'IPF colpisce in modo sproporzionato gli uomini di età superiore ai 60 anni (Raghu et al. 2018).
I trattamenti farmacologici oggi disponibili consistono nel pirfenidone e nel nintedanib , uniche terapie farmacologiche approvate per il trattamento dell'IPF (Raghu et al. 2015). La risposta alla terapia viene valutata attraverso la misurazione della capacità vitale forzata (FVC), che è più lento nei pazienti trattati con pirfenidone e nintedanib. Tuttavia, nessuno dei due trattamento arresta la progressione della malattia o migliora qualsiasi misura oggettiva dello stato della malattia (Nathan et al. 2016) e la progressione della malattia e il declino respiratorio sono inevitabile.
Pertanto, rimane la necessità di ulteriori approcci terapeutici innovativi.
Il PRM-151 è una proteina ricombinante (pentraxina-2 o rhPTX-2) prodotta tramite coltura in cellule di ovaio di Hamster cinese purificata e formulata per essere iniettata in forma liquida sterile per infusione SV. Il prodotto sperimentale è stato utilizzato in vivo ed in studi preliminari nel trattamento delle malattie fibrotiche. Tra queste viene annoverata la fibrosi polmonare idiopatica e la mielofibrosi.
L’obiettivo è dimostrare la superiorità di PRM-151 assieme al trattamento standard di cura quando necessario (escluso il trapianto di polmone), rispetto al placebo con trattamento standard di cura quando necessario (escluso il trapianto di polmone) sulla funzionalità polmonare misurata attraverso la variazione assoluta dal basale alla settimana 52 della capacità vitale forzata (parametro funzionale polmonare)
Oltre all’obiettivo primario, lo studio prevede di valutare altri obiettivi secondari esploratori di efficacia, nonché di sicurezza, farmacogenetici e di immunogeneticità (come la misurazione della prevalenza di anticorpi anti-farmaco (Anti-Drug Antibody, ADA) al basale e incidenza degli ADA durante lo studio), anche obiettivi esploratori su biomarcatori non esplicitamente individuati e valutazione sulla qualità della vita.
I soggetti dello studio sono pazienti con fibrosi polmonare idiopatica (Idiopathic Pulmonary Fibrosis, IPF) con arruolamento competitivo sino a 5 pazienti per ASUGI sino al raggiungimento totale di 76 pazienti in Italia. Campione di 658 pazienti a livello mondiale, 76 a livello nazionale presso 31 Centri partecipanti, di cui 5 presso ASUGI.
In una fase successiva si prevede lo STUDIO DI ESTENSIONE DI FASE III IN APERTO, TESO A VALUTARE LA SICUREZZA E L'EFFICACIA A LUNGO TERMINE DI PRM-151 IN PAZIENTI AFFETTI DA FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA, ovvero alla conclusione delle 52 settimane di partecipazione allo studio in oggetto, i pazienti saranno invitati ad arruolarsi in uno studoio di estensione in aperto (Open-Label Extension, OLE) per essere trattati con PRM-151.
Lo studio OLE offrirà ai pazienti ulteriori valutazioni dello studio e il trattamento con PRM-151 su base regolare.
Lo studio OLE sarà composto anche da una coorte sulla sopravvivenza a lungo termine, in cui si potranno arruolare anche i pazienti che non desiderano sottoporsi a ulteriori valutazioni dello studio precedente o al trattamento in studio (solo per l'acquisizione dei dati sulla sopravvivenza a lungo termine).
L’obiettivo è confermare sicurezza, efficacia e farmacocinetica a lungo termine della proteina ricombinante purificata PRM-151 nei pazienti con Fibrosi polmonare Idiopatica (IPF) che hanno completato lo studio di fase III di PRM-151
Inoltre, lo studio arruolerà anche i pazienti che hanno interrotto il trattamento nella fase III oppure lo hanno completato ma non acconsentono a ricevere PRM-151 in aperto (coorte C) per un follow-up di sopravvivenza.
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