La presenza della zanzara tigre è legata a la capacità di utilizzare come focolai larvali una grande varietà di piccole raccolte d’acqua dolce che si formano in contenitori di varia natura derivanti dalle attività umane, quali sottovasi, secchi, ciotole, vasi di coccio, fusti, bottiglie rotte e soprattutto copertoni d’auto lasciati all’aperto. Hanno la capacità di deporre uova che sono in grado di sopravvivere al periodo invernale e che aderiscono alle pareti interne dei copertoni e con essi viaggiano, nell’attesa di essere sommerse, magari dall’acqua del primo temporale.
Le implicazioni sanitarie sono legate alla capacità di diffondere alcuni arbovirus come quello della Dengue, dello Zika virus e della Chikungunya.
Per ridurre la presenza di zanzare nel territorio e prevenire la diffusione di malattie, la sola attuazione del Piano regionale FVG di sorveglianza e gestione delle arbovirosi, la disinfestazione delle aree pubbliche da parte dei Comune e gli interventi effettuati dall’Unità Funzionale per la Derattizzazione e Disinfestazione (UFDD) del Dipartimento di Prevenzione di ASUGI non è sufficiente. I singoli cittadini devono adottare sistematicamente semplici regole nelle aree private.
Nelle aree contigue alle abitazioni (giardini, terrazzi, orti, ecc.) va evitata la formazione di raccolte d’acqua, rimuovendo ogni sorta di potenziale contenitore per lo sviluppo larvale, come ad esempio secchi, bacinelle, bidoni ecc. anche di piccola dimensione.
Contenitori di uso comune, come sottovasi di piante, piccoli abbeveratoi per animali domestici, annaffiatoi, ecc., vanno svuotati periodicamente, almeno una volta a settimana e puliti accuratamente per eliminare le eventuali uova.
Contenitori d’acqua inamovibili, quali vasche in cemento, bidoni e fusti per irrigazione degli orti, vanno coperti con reti o zanzariere.
Nelle piccole fontane o vasche ornamentali da giardino vanno introdotti pesci larvivori, come ad esempio i pesci rossi o le gambusie.
Le caditoie interne ai tombini per la raccolta dell’acqua piovana, presenti in giardini e cortili, vanno ispezionate, pulite e vuotate almeno ogni due settimane.
È consigliato trattare con prodotti larvicidi, acquistabili presso farmacie e le “agrarie” tutti i ristagni d’acqua che non si possono svuotare (tombini nei cortili, caditoie, ecc). I trattamenti antilarvali vanno effettuati da aprile a ottobre con cadenza periodica, secondo le indicazioni riportate sulle confezioni.
Il Dipartimento di Prevenzione dell’ASUGI è impegnato nel monitoraggio delle specie invasive mediante il posizionamento di apposite ovo/larvo-trappole costituite da vasi neri di plastica in cui viene immessa una quantità di acqua e un’asticella di legno che serve da supporto alla zanzara per far aderire le uova.
Di fondamentale importanza è l’attività di sensibilizzazione rivolta ai titolari di attività di rottamazione autovetture e vendita di pneumatici, con invito a provvedere alla copertura o disinfestazione degli eventuali depositi di gomme all’aperto
L’Unità Funzionale per la Derattizzazione e Disinfestazione (UFDD) del Dipartimento di Prevenzione di ASUGI, oltre che referente regionale per gli interventi di disinfestazione straordinari in caso di segnalazione di casi di arbovirosi (Chikungunya, Dengue, Zika, West Nile), effettua interventi di disinfestazione nel periodo estivo con prodotti antilarvali nei potenziali focolai costituiti da raccolte d’acqua di vario genere, ovviamente gli interventi risultano importanti anche rispetto alle altre specie di zanzare (Culex pipiens, Aedes geniculatus ecc.).
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