venerdì 23 ottobre 2026
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Come funziona la generazione del green pass

Luca Marsi·
Fino al 30/12/2021 qualsiasi esito di un test antigenico rapido doveva essere confermato da un test molecolare mentre oggi, in seguito a nuove indicazioni emanate a livello ministeriale e regionale*, tale conferma non è più necessaria.
 
Attualmente per ottenere il green pass da guarigione serve un test fatto attraverso tampone molecolare o antigenico rapido eseguiti presso laboratori privati e farmacie autorizzati, laboratori pubblici, nonché medici di medicina generale e pediatri di libera scelta autorizzati, non sono invece validi i test autosomministrati a domicilio. 
 
Solo gli esiti di questa tipologia di test sono inseriti nei sistemi informatici regionali al fine di permetterne la tempestiva presa in carico e l’invio al Ministero della Salute per la successiva generazione del green pass.
 
Purtroppo in questo momento di così alta circolazione del virus la presa in carico di molti soggetti da parte del Dipartimento di Prevenzione non è stata immediata e quindi molte persone non sono in possesso di un test positivo documentato e valido ai fini della generazione del green pass da guarigione. 
 
Tuttavia tutte le agenzie sanitarie raccomandano l’effettuazione della vaccinazione anche dopo aver contratto l’infezione precisando che ammalarsi di COVID-19 offre una certa protezione definita "immunità naturale" che può variare a seconda di quanto sia stata lieve o grave la malattia, del tempo trascorso dall'infezione e dell’età. 
 
Nessun test attualmente disponibile può determinare in modo affidabile se una persona è protetta dall'infezione e l’esecuzione di test sierologici, volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus, non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale.
 
Non vi sono evidenze che la vaccinazione di soggetti che potrebbero essere infetti o in incubazione abbia un effetto dannoso sull’evoluzione della malattia mentre dovrebbe essere cautelativamente posticipata in quelli con infezione in atto per favorire il completo recupero clinico.
 
In conclusione la guarigione consente l’ottenimento del green pass con validità sei mesi ma la vaccinazione è comunque raccomandata e da eseguirsi nei tempi indicati dalle linee guida del Ministero della Salute, cioè dopo 4 mesi dall’avvenuta guarigione.
 

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