Chirurgia robotica a Gorizia: nuovo valore aggiunto alla sanità isontina
Con l’arrivo del robot a Gorizia nell’ottobre 2021, si sono aperti nuovi orizzonti per la chirurgia isontina, grazie all’allestimento di una sala operatoria altamente tecnologica dedicata alla chirurgia robotica all’interno del Blocco Operatorio.
“Grazie a investimenti continui e importanti sulle attrezzature e a professionisti di profilo altissimo la sanità goriziana è diventata addirittura riferimento nazionale per la cura di determinate patologie”, a dirlo è Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia.
Inizialmente il robot è stato impiegato prevalentemente in Urologia, in particolare nel trattamento dei tumori dell’apparato urinario; quest’approccio infatti si sposa assai bene con l’anatomia della pelvi consentendo di magnificare e preservare anche i più piccoli filuzzi nervosi e prevenendo, così, gravi ripercussioni sulla sfera sessuale e urinaria. A ciò va aggiunta anche la decennale esperienza del dott. Fabio Vianello, Direttore dell’Urologia, maturata presso l’Università di Padova da cui proviene.
Parallelamente, però, il robot è stato impiegato anche in chirurgia generale. Si è cominciato nei primi due mesi con interventi cosiddetti “minori”, quali il trattamento di ernie della parete addominale e di patologie delle vie biliari, per poi passare ad interventi più complessi quali quelli per la cura dell’obesità e per il trattamento dei tumori dell’apparato gastro-intestinale.
I vantaggi sono sorprendenti - riferisce il Prof. Alessandro Balani, direttore del Dipartimento Chirurgico di Gorizia e Monfalcone - al punto che un paziente di oltre 80 anni da noi operato con asportazione di parte dello stomaco per un tumore, già nel pomeriggio camminava per il corridoio e dopo 4 giorni veniva dimesso guarito. Indubbiamente - continua Balani - l’identificazione in maniera ottimale dei piani anatomici consente di eseguire lo scollamento dei tessuti in maniera perfetta. La possibilità, poi, di utilizzare strumenti che ruotano a 360 gradi permette l’esecuzione di una sutura in maniera ideale e tutto questo a vantaggio degli operati che hanno un recupero molto veloce. Intendiamoci, non tutti i casi possono essere trattati con il robot e va detto anche che noi già approcciavamo i malati affetti da tumori gastro-intestinali con la laparoscopia e quindi in maniera mini-invasiva con traumatismi molto minori rispetto alla chirurgia tradizionale, però qui la sensazione è che, in casi selezionati, i vantaggi possano essere ancora più grandi.
“Abbiamo anche cominciato ad eseguire con il robot interventi per la cura dell’obesità e questo sarà sicuramente un campo da sviluppare visto che eseguiamo in condizioni normali più di 110 casi all’anno, cosa che ha consentito di collocare Gorizia tra i Centri di Eccellenza Nazionale” aggiunge il Prof. Balani. “I volumi degli interventi robotici sono decisamente importanti, visto che in meno di quattro mesi le operazioni chirurgiche complessivamente eseguite sono state 59, di cui 34 di Urologia e 25 di Chirurgia Generale. E sarebbero state oltre 80 se non ci fosse stata la riduzione delle sale a causa del Covid”.
Infine, conclude Balani “Mi preme ringraziare infermieri ed Anestesisti che si sono “buttati a capofitto” in questa avventura con passione, professionalità ed entusiasmo e anche i miei due giovani Collaboratori, Laura D’Ambrosi e Damiano Pennisi, che mi supportano in questa nuova sfida”.
“Oggi ci troviamo di fronte spesso a situazioni difficili, soprattutto per le persone più fragili, e tutte le istituzioni devono compiere uno sforzo straordinario per capire questo disagio, a volte anche psicologico, e cercare di dare risposte adeguate ai problemi posti”, commenta il sindaco Rodolfo Ziberna “dobbiamo guardare a una sanità ancora più umana dove i protocolli contengano anche aspetti che favoriscano il supporto emotivo alle persone ma anche una semplificazione degli aspetti procedurali che, in momenti come questo, finiscono per esasperare la gente. Tutti siamo chiamati a ricostruire la nostra società e riusciremo a farlo solo se sapremo renderci reciprocamente la mano”.
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