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Ucciso miliziano italiano in Donbass: “Si è lanciato su una bomba per salvarci”

Luca Marsi·
Aveva 46 anni ed era di Portogruaro, Venezia, nome di battaglia Bozambo. Edy Ongaro, combattente con le forze separatiste pro-Putin del Donbass, è rimasto ucciso in battaglia, nel villaggio di Adveedka, a nord di Donetsk, colpito da una bomba a mano. Lo annunciano i suoi amici del Collettivo Stella Rossa. L'italiano si era arruolato nella Brigata Prizrack e poi nell'esercito regolate della Dnr e combatteva per le Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk. La notizia è stata confermata da Massimo Pin, amico di Ongaro, in contatto con esponenti della "carovana antifascista" che si trova nell'Oblast orientale. "Purtroppo è vero" ha detto Pin. Ongaro era in una trincea assieme ad altri soldati, quando è caduta una bomba a mano. Il 46enne si sarebbe lanciato con il corpo sull'ordigno, a protezione dei compagni, venendo ucciso all'istante dalla deflagrazione. Ongaro "era un compagno puro e coraggioso ma fragile e in Italia aveva commesso degli errori" scrive il Collettivo Stella Rossa – Nordest. "In Donbass ha trovato il suo riscatto, dedicando tutta la sua vita alla difesa dei deboli e alla lotta contro gli oppressori. Ha servito per anni nelle fila di diversi corpi delle milizie popolari del Donbass fino alla fine dei suoi giorni". Il "martirio" di Edy Ongaro "serva a rompere il castello di bugie di questa guerra, ma soprattutto a rilanciare la lotta antifascista e internazionalista. Il sacrificio di Edy mostri la forza del proletariato che saprà portare al trionfo del comunismo". "Ti salutiamo Compagno Partigiano con il motto che ti era tanto caro: ‘Morte al fascismo, libertà al Popolo'", si conclude il post. Fonte Fanpage.

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