Quattro anni dal terremoto ad Amatrice, gli abitanti: «Siamo amareggiati»
Era il 24 agosto nel 2016, verso le 3 e 30 del mattino, quando la terra tremò ad Amatrice. Furono 238 le vittime del sisma di magnitudo 6.0 che colpì la città e le zone limitrofe.
Una delle zone più affascinanti del reatino completamente devastata, l’opera di ricostruzione, ancora oggi, procede a fatica. Si dicono amareggiati gli amatriciani «ci sono solo promesse, solo promesse».
«Nonostante tanti sforzi impegnativi, l'opera di ricostruzione dei paesi distrutti - da quel sisma e da quelli che vi hanno fatto seguito in breve tempo- è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica» ammette nel proprio messaggio in occasione dell’anniversario il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «Nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica - in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore - deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza».
Presente alla cerimonia di commemorazione il Premier Giuseppe Conte, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il commissario al sisma Giovanni Legnini e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.
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