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Oipa: “Condannata a morte una famiglia di nutrie mascotte di bambini e adulti a Ravenna”

Luca Marsi·

È una piccola famiglia di nutrie amata dai numerosi frequentatori del parco pubblico di Ravenna e da tanti bambini, eppure l’Amministrazione comunale ha deciso: “I pochi esemplari presenti al Parco Teodorico vanno contenuti con i metodi previsti dal Piano di controllo regionale”: dunque vanno uccisi. Per questo l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) lancia una petizione nazionale in cui chiede la salvezza degli animali.

Il Comune di Ravenna ignora sia il parere contrario di tanti cittadini che, affezionati alle “mascotte” del parco, come chiamano la famigliola di castorini formata da due genitori e sette cuccioli, si propongono per farle sterilizzare a proprie spese, sia quello delle associazioni animaliste tra cui Oipa, Animal Liberation, Clama Ravenna, Cruelty Free, Italia Nostra, Lav Bologna e Lega del cane.

L’Oipa chiede quale esempio il Comune guidato da Michele de Pascale intenda trasmettere ai cittadini, in particolare alle giovani generazioni, quando, di fronte alla possibilità di intervenire con metodi ecologici e non cruenti come la sterilizzazione, preferisce invece seguire la strada della violenza e della crudeltà, poiché, a suo dire, la “sterilizzazione non è soluzione efficace”.

«Ricordiamo che il controllo della fertilità è un metodo già utilizzato in contesti circoscritti come oasi e parchi, applicata con successo nel 2018 anche nella Città Metropolitana di Torino grazie a un progetto avviato in collaborazione con il Centro animali non convenzionali (Canc) della facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Torino e di cui l’Oipa è stata parte attiva», dichiara Giovanna Augello, delegata dell’Oipa di Ravenna. «La sterilizzazione, inoltre, è un metodo previsto anche dal Piano di gestione della nutria (Myocastor coypus) redatto dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra che, nella parte dedicata al controllo della riproduzione, non esclude che interventi condotti mediante cattura, sterilizzazione chirurgica e successiva liberazione, possano essere utilizzati su nuclei numericamente contenuti ed ecologicamente isolati, proprio come quello presente nel Parco Teodorico».

L’Oipa sottolinea inoltre che studi scientifici hanno dimostrato l’inefficacia dei piani di abbattimento, che portano proprio al risultato opposto, cioè all’aumento esponenziale delle capacità riproduttive della nutria. Durante le campagne di eradicazione, le femmine gravide tendono a nascondersi, esponendo all’abbattimento i maschi adulti e favorendo quindi la preservazione dei giovani che feconderanno nuovamente le femmine. Non solo. Anche se si riuscisse a sterminare un’intera famiglia, la nicchia lasciata libera verrebbe ricolonizzata da altri individui.  

Come attestano inoltre gli stessi veterinari che hanno condotto l’esperimento di contenimento della fertilità a Torino, il vantaggio della sterilizzazione sta anche nel fatto che si rende l’animale improduttivo, ma senza alterarne gli equilibri ormonali che gestiscono l’identità e l’operatività gerarchica all’interno di un gruppo. Dunque l’animale non procrea più e il territorio non viene abbandonato e quindi ricolonizzato da esemplari più forti. 

Per la salvezza della famiglia di nutrie di Ravenna l’Oipa invita a partecipare alla petizione che chiede al Comune una scelta più lungimirante e rispettosa nei confronti  di una specie animale considerata a torto nociva e pericolosa e che si è riprodotta nel nostro Paese solo a causa dell’uomo, che l’ha introdotta per la produzione di pellicce.

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