Italia-Egitto: Patrick Zaki intraprende vie legali per discutere tesi di laurea a Bologna
Patrick George Zaki, lo studente dell'universita' di Bologna accusato di "diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese" per un articolo nel 2019 sulle discriminazioni subite dai copti egiziani, ha annunciato di voler di discutere la sua tesi di laurea ai primi di luglio in Italia. Sull'attivista egiziano e' in vigore un divieto di viaggio e la prossima udienza del processo a suo carico e' prevista il 18 luglio. "Oggi ho consegnato la versione definitiva della mia tesi magistrale presso l'Universita' di Bologna, quattro anni dopo l'inizio di quel lungo e arduo percorso. L'amministrazione universitaria mi ha comunicato che la data stabilita per discutere la tesi sara' uno dei giorni quattro, cinque o sei di luglio prossimo, secondo le regole dell'universita'", ha scritto Zaki su Facebook, spiegando di aver intrapreso le vie legali per "assistere alla difesa della mia tesi di laurea di persona davanti alla commissione di professori" per poi tornare in Egitto entro il 18 luglio. "Spero che mi sara' consentito viaggiare e che il mio futuro non sia ulteriormente compromesso", ha concluso Zaki. La vicenda giudiziaria di Zaki e' iniziata con l'arresto tra il 7 e l'8 febbraio 2020 e dura da piu' di tre anni, di cui 22 mesi passati in carcere. Il ricercatore egiziano rischia cinque anni di carcere. (Nova) - (Res)
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