mercoledì 14 ottobre 2026
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In auto climatizziamoci con la testa, i consigli di ACI

Luca Marsi·

Viaggio di piacere o viaggio di lavoro o semplice tragitto casa-lavoro. Con le temperature di questi giorni, con l’arrivo della tanto amata estate, anche una decina di chilometri possono trasformarsi in una sauna poco piacevole o, al contrario, in un refrigeramento esagerato.

Impariamo allora le poche regole per usare correttamente il nostro climatizzatore, non solo per viaggiare in modo più confortevole ma anche per una guida migliore e più attenta.

Spararsi addosso il getto d'aria fredda non è mai una buona idea. Infatti, non si ottiene un immediato refrigerio e, ancora peggio, non si guida in modo attento e confortevole perché il climatizzatore ha un forte impatto sulla nostra auto e la temperatura sbagliata, sia essa troppo calda o troppo fredda, può dare fastidio al guidatore. O al passeggero… Litigio in agguato!

Allora ecco qualche consiglio da seguire.

Che sia manuale con la temperatura gestita con le manopole, o automatico, con cui il flusso, la temperatura e l’umidità dell’abitacolo sono controllati tramite sensori, il climatizzatore della nostra auto funziona come quelli di casa: l'aria calda aspirata dall’esterno dell’autovettura entra in contatto con il gas refrigerante abbassando la temperatura e perdendo umidità (scaricata sotto forma di condensa dal radiatore) e ciò permette di rinfrescare l’abitacolo.

Il primo consiglio quindi è quello di fare manutenzione all'impianto al fine di tenerlo correttamente funzionante ed evitare "rotture" nelle componenti che potrebbero anche costare caro. Per capire se il climatizzatore della nostra auto funziona a dovere, teniamo sott’occhio le seguenti  casistiche:

  • la temperatura impiega molto tempo a scendere una volta acceso il climatizzatore?
  • si appannano i vetri?
  • c’è un odore sgradevole nell'abitacolo?
  • il flusso d'aria che arriva è insufficiente?

Se le risposte sono positive, ricordiamo che è buona norma effettuare il cambio del filtro ogni 15-20mila km e il ripristino del gas refrigerante ogni 3 anni oppure ogni 60mila km. Anche se è sempre meglio recarsi in officina, per i più esperti esistono dei kit fai da te estremamente utili.

Evitiamo di  attivare il climatizzatore al massimo appena entrati in auto perché il condizionatore non è in grado da subito di condizionare l'aria caldissima proveniente da fuori e quindi ciò che accadrebbe è che si entra su una vettura rovente e si fa entrare ulteriore aria calda. Meglio abbassare i finestrini e gradualmente attivare il climatizzatore.

Ricordiamo poi che nel processo di raffreddamento è l'aria esterna che inizialmente viene raffreddata e andrebbe sostituita con dell'aria nuova, attraverso il ricircolo, nel momento in cui diventa "viziata". Evitiamo però di lasciare il ricircolo sempre aperto perché la temperatura dell’abitacolo in questo modo non riuscirà a raffreddarsi oltre un certo livello con il rischio di appannare il parabrezza.

Per quanto riguarda la guida, è buona prassi non spararsi addosso il condizionatore perché dopo un primo effetto gradevole provocherà solo fastidio e poca concentrazione alla guida, cosa che non è certo da auspicare o da praticare:  orientiamo il getto verso l’alto in modo che il flusso scenda gradualmente e non ci colpisca direttamente.

E’ anche opportuno “sclimatizzare” l’auto prima di scendere, abbassando un po’ i finestrini e dando così tempo al nostro corpo di acclimatarsi gradualmente, evitando bruschi sbalzi di temperatura.

Ultimo aspetto, ricordiamo che per l’art. 157 comma 7-bis del codice della Strada “è' fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 223 a € 444))”. Così il nostro ambiente ci ringrazia.

 

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