mercoledì 21 ottobre 2026
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29/09 Studio Sandrinelli
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Covid, Crisanti: “Piano nazionale tamponi inascoltato”

Luca Marsi·
"Non ha più avuto riscontri" il Piano nazionale tamponi che l'esperto di malattie infettive Andrea Crisanti, dell'Università di Padova, aveva proposto al governo nell'agosto scorso e che "si proponeva di dotare l'Italia di una rete di laboratori fissi e mobili per incrementare a 400.000 la capacità di effettuare tamponi ed eliminare differenze regionali con l'obiettivo di consolidare i risultati del lockdown e mantenere i contagi a un livello basso che non interferisse con la qualità della vita e le attività produttive". Lo scrive lo stesso Crisanti su Lettera150, la rivista del relativo think tank cui aderiscono circa 250 accademici di diverse discipline, tra i quali lo stesso Crisanti. Nello stesso documento l'esperto rilva che è urgente in Italia creare un sistema di sorveglianza attiva dei casi di Covid-19 per non danneggiare l'economia:. Con le misure restrittive dell'ultimo Dpcm, scrive, "si persiste nell'errore di non chiedersi come, ridotto il contagio con misure progressivamente restrittive, si faccia a mantenerlo a livelli bassi". Inoltre "la mancata risposta a questa domanda ci condannerà a una altalena di misure restrittive e ripresa di normalità che avrà effetti disastrosi sull'economia, l'educazione e la vita di relazione".  "Il migliore investimento per supportare l'economia e migliorare la qualità della vita che si può e si deve fare ora è quello di creare un sistema di sorveglianza attiva in grado di farci convivere con bassi livelli di trasmissione virale", scrive ancora Crisanti su Lettera 150.

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