Province. Putto (Patto-Civica): "Non è una riforma annunciata, scelte rinviate"

"Dopo otto anni di governo regionale assistiamo all'ennesima occasione mancata. Le Province tornano sulla carta, ma senza funzioni chiare, senza una chiara autonomia finanziaria e senza una vera visione del futuro degli enti locali". Lo afferma il consigliere regionale Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), intervenendo, con una nota, sul disegno di legge che istituisce le nuove Province del Friuli Venezia Giulia. "Per anni - prosegue Putto - la maggioranza ha annunciato una grande riforma degli enti locali che, assieme a quella della sanità, avrebbe dovuto ridisegnare profondamente l'assetto istituzionale del Friuli Venezia Giulia. Oggi, dopo otto anni di governo, siamo costretti a prendere atto che quella promessa è rimasta sostanzialmente disattesa". "In sanità abbiamo assistito per anni all'annuncio di una rivoluzione che non si è mai concretizzata. Oggi il rischio è che accada la stessa cosa con gli enti locali. Questo provvedimento - spiega il consigliere - viene presentato come una riforma storica, ma in realtà non affronta i nodi fondamentali dell'organizzazione territoriale e rinvia tutte le decisioni più importanti a un momento successivo, guarda caso dopo le prossime elezioni regionali".
Secondo Putto, il disegno di legge "si limita, infatti, a sostituire gli Enti di decentramento regionale con le Province, attribuendo loro sostanzialmente le stesse competenze oggi esercitate dagli Edr, in particolare in materia di edilizia scolastica e viabilità provinciale. La stessa relazione illustrativa del provvedimento prevede che eventuali ulteriori funzioni siano demandate a future leggi regionali di settore". "La verità - sottolinea il consigliere - è che oggi non sappiamo quali saranno realmente le competenze delle nuove Province. Il testo rinvia a successivi interventi legislativi il trasferimento delle funzioni strategiche e lascia aperta ogni scelta sostanziale. Si istituiscono gli enti, si eleggono gli amministratori, si definiscono le strutture, ma si rinvia ad un futuro indefinito ciò che dovrebbe rappresentarne la ragione stessa di esistere".
Altro elemento di forte criticità, secondo Putto, è il tema delle risorse: "Una vera riforma avrebbe dovuto definire fin da subito un sistema di autonomia finanziaria certo e stabile. Invece il ddl si limita a prevedere un futuro fondo provinciale demandandone la disciplina ad una successiva legge regionale. Non vengono individuate entrate proprie, non viene chiarito il livello di autonomia finanziaria e non vengono fornite garanzie sulla sostenibilità economica degli enti". Per il consigliere regionale il rischio concreto è quello di creare un nuovo livello istituzionale privo degli strumenti necessari per esercitare efficacemente le proprie funzioni: "Le Province rischiano di nascere come semplici contenitori amministrativi che sostituiscono gli Edr senza rappresentare quel salto di qualità che i territori si aspettavano. Dopo anni di annunci, i cittadini e gli amministratori locali meritavano una riforma completa, con funzioni definite, risorse certe e un chiaro modello di governance territoriale".
"Questo disegno di legge - conclude Putto - sembra invece avere un obiettivo prevalentemente elettorale: reintrodurre formalmente le Province rinviando però tutte le scelte più impegnative alla prossima legislatura. Le riforme vere si fanno assumendosi la responsabilità delle decisioni. Qui, invece, si scelgono i titoli oggi e si lasciano i contenuti a domani".
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