Nuovo Piano di governo del territorio: la Regione supera il vecchio Piano urbanistico

"Oggi presentiamo la strategia del nuovo Piano di governo del territorio, superando il Piano urbanistico regionale regionale che risale al 1978. Illustriamo le novità della nuova legge urbanistica, che intendiamo condividere con le realtà locali per definire gli elementi strategici della pianificazione. L'obiettivo è integrare fin dalla prima versione del Piano quegli input territoriali capaci di valorizzare le peculiarità e le caratteristiche di ogni singola area".
Lo ha detto a Trieste l'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante intervenendo oggi pomeriggio in un incontro, tenutosi nella sala del Consiglio municipale, con amministratori e tecnici dei Comuni dell'area triestina. L'appuntamento rientra nel percorso di confronto avviato dalla Regione con i territori per accompagnare la definizione dei contenuti del nuovo Piano di governo del territorio (Pgt), favorendo un processo di ascolto diretto delle comunità locali.
Come ha spiegato l'assessore, tra le priorità vi è la semplificazione burocratica. "Puntiamo - ha affermato Amirante - a snellire le procedure per i piani regolatori, eliminando passaggi superflui e razionalizzando l'acquisizione dei pareri. Vogliamo evitare la duplicazione dei processi di adeguamento al Piano paesaggistico regionale, garantendo la validità di quanto già avviato. L'intento è facilitare l'approvazione dei piani comunali, limitando il vaglio della Regione ai soli nuovi strumenti urbanistici per rendere l'azione amministrativa più fluida". Secondo l'assessore, un altro degli obiettivi primari del Piano è quello di governare le trasformazioni in atto partendo da una fotografia reale del territorio. Lo strumento pianificatorio affronta temi cruciali come l'evoluzione del turismo, il rilancio delle aree industriali e il recupero dei vecchi comparti militari ormai dismessi. Al centro di questa visione c'è un impegno preciso: ridurre il consumo di suolo per concentrarsi sulla rigenerazione urbana, ovvero il recupero e la valorizzazione di aree già edificate che oggi necessitano di una nuova funzione. "Questa nuova pianificazione - ha concluso Amirante -, in linea con le direttive dell'Unione europea, guarda con attenzione anche all'invecchiamento della popolazione e al cosiddetto 'inverno demografico'. La risposta non è costruire nuovi edifici con consumo di nuovo suolo, ma investire nella 'città pubblica': più servizi di vicinanza, infrastrutture sociali e soluzioni di edilizia sostenibile (social housing). In questo modo, il territorio non viene solo amministrato, ma accompagnato verso uno sviluppo sostenibile che mette al primo posto la qualità della vita delle persone e la cura del patrimonio esistente".
ARC/GG/ma
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