Medio Friuli e Bassa senza medici: Celotti (Pd) accusa i ritardi della politica

Nella nota del Pd, Manuela Celotti sottolinea che "quello che sta succedendo sui territori, con particolare riferimento al Medio Friuli e alla Bassa Friulana, dove i cittadini e gli amministratori locali manifestano forte preoccupazione per la carenza di medici di medicina generale, stride con quello che è successo in Consiglio regionale il 15 gennaio, con il Centrodestra diviso che nonostante la responsabile disponibilità delle opposizioni alla fine non ha portato l'emendamento che avrebbe potuto dare una prima risposta".
Ma in generale, prosegue la dem, "al di là di una misura straordinaria che si rende necessaria, resta il fatto che stiamo parlando di un tema noto da anni e sul quale si fatica a capire la strategia complessiva da parte della Giunta. Quanti medici riguarderà questa norma e quanti cittadini? E come mai le aziende sanitarie non si muovono in modo univoco? Perché mi risulta che sia in particolare l'Asufc ad aver impiegato medici in pensione, mentre le altre due hanno sperimentato strategie anche diverse per sopperire alla carenza dei mmg". E ancora, continua, "rimane comunque un tema enorme sullo sfondo, e cioè il rapporto tra il sistema pubblico, che sia sanitario, degli enti locali o delle forze dell'ordine, e il suo personale dipendente. Perché davanti alla carenza di personale e di competenze che riguarda tutti i comparti, non è possibile non avviare un ragionamento quantomai necessario e urgente per superare l'antistorico impedimento ad impiegare personale in quiescenza, così come è assolutamente urgente mettere in atto le innovazioni in termini di retribuzione e premialità, di condizioni lavorative e di carriera, che sole possono rendere di nuovo appetibile il pubblico impiego".
Roberto Cosolini, replicando a chi "nel Centrodestra afferma ben venga se il Centrosinistra vorrà approvare il ddl 72", chiarisce che "le Opposizioni hanno dato una disponibilità chiara e netta fin da subito a questo provvedimento. Tuttavia quello che ci interessa è la soluzione del problema, quindi resto convinto che se tutto ciò darà sollievo a un problema molto sentito, allora il Consiglio avrà fatto qualcosa di utile. Questo provvedimento è stato reso necessario da una mancata proroga; che poi si tappi la cosa a livello nazionale ben venga e se c'è armonia rispetto ai provvedimenti presi in regione, ancora meglio. Ma se la Giunta stava per inserire nella norma sul carburante questo provvedimento e si è scelta questa strada è perché c'è stato un grave intoppo".
Secondo Massimiliano Pozzo "ci sono momenti in cui è indispensabile trovare soluzioni anche emergenziali. Serve tuttavia una programmazione, nonché lavorare tutti con gli strumenti che abbiamo. A livello nazionale servono certamente sforzi maggiori sull'attrattività dei medici di base e anche su una necessaria spinta ai giovani. In Fvg alcune cose sono state fatte, alcune cose portate a termine, ma dobbiamo fare di più sull'attrattività. Ora certamente c'è l'onere di coprire un'emergenza che i cittadini sentono in maniera forte".
"Il provvedimento portato in Aula il 15 gennaio - continua il dem - era certamente urgente e poteva essere approvato già allora, proprio per la pressione sui territori. Quel testo andava bene allora e va bene ora, ma purtroppo abbiamo assistito a una brutta pagina nella quale ho avuto l'impressione che alcuni ragionassero più su come apparire e giocare a fare i pavoni, piuttosto che sui reali problemi. Il provvedimento emergenziale è importante e fondamentale e non toglie nulla su quello che si deve fare sulla programmazione", conclude la nota.
2 - fine
ACON/COM/mv
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