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Innovazione. Callari: "Intelligenza artificiale non sia discriminatoria"

redazione·
Innovazione. Callari: "Intelligenza artificiale non sia discriminatoria"

"L'Intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione per le istituzioni, le imprese e i cittadini, ma deve essere governata in modo unitario e responsabile. Non possiamo permetterci che gli algoritmi producano discriminazioni o compromettano i diritti fondamentali delle persone. Per questo è necessario che lo sviluppo delle nuove tecnologie sia sempre accompagnato da un forte presidio pubblico e da una visione che metta al centro la persona". Lo ha detto l'assessore al Patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi Sebastiano Callari che oggi a Firenze è intervenuto alla prima delle tre giornate di Toscana Digitale, evento dedicato all'utilizzo del digitale nella Pubblica amministrazione. Callari ha portato l'esempio del Friuli Venezia Giulia alla tavola rotonda su Competenze per affrontare le sfide della tecnologia, affiancato dai contributi di Alberto Lenzi, assessore Innovazione digitale Regione Toscana e Laura Sparavigna, assessore all'Innovazione del Comune di Firenze. "La prima sfida è quella delle competenze - ha evidenziato l'assessore - la trasformazione digitale richiede che nessuno venga lasciato indietro. In Friuli Venezia Giulia abbiamo investito nella formazione dei cittadini, in particolare delle fasce più fragili, grazie alle risorse del Pnrr e del Fondo innovazione, e abbiamo deciso di proseguire questo impegno fino al 2028. Il bisogno di accompagnamento riguarda non solo gli anziani, ma anche molti giovani che, pur essendo nativi digitali, necessitano di strumenti per utilizzare consapevolmente le tecnologie e affrontarne i rischi".

L'assessore ha inoltre illustrato il modello regionale di innovazione della Pubblica amministrazione. "Anche la Pa deve innovarsi. Abbiamo costruito un Sistema informativo integrato regionale che coinvolge sostanzialmente tutta la pubblica amministrazione locale e garantisce l'interoperabilità dei servizi grazie ad Insiel. Questo consente di sviluppare strumenti condivisi e di offrire servizi sempre più efficienti a cittadini e imprese". Nel suo intervento Callari ha richiamato anche il tema delle infrastrutture digitali. "Per assicurare servizi moderni servono connessioni affidabili e diffuse, soprattutto nelle aree più fragili e a bassa densità abitativa. Grazie alla Rete pubblica regionale abbiamo interconnesso enti locali, scuole, ospedali, distretti sanitari e stiamo continuando a investire per migliorare la copertura mobile e la connettività del territorio". La Regione finanzia inoltre la realizzazione di infrastrutture passive per la telefonia mobile (3 milioni complessivamente stanziati).

Particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di innovazione avanzata in corso a Trieste. "A Porto Vecchio stiamo realizzando un ecosistema dell'innovazione che unisce rigenerazione urbana, ricerca, formazione e tecnologie emergenti. Attraverso il progetto Pv5G verrà potenziata la copertura 5G Stand Alone (3,4 milioni di euro) e nascerà un nuovo Centro didattico digitale diffuso dedicato alla formazione immersiva e alla sperimentazione delle tecnologie più avanzate da parte del sistema pubblico e delle imprese". Callari ha poi sottolineato il valore della sovranità digitale e dell'utilizzo responsabile dei dati pubblici. "L'Europa e le istituzioni devono essere protagoniste dello sviluppo dell'Intelligenza artificiale. Dobbiamo evitare che pochi grandi operatori privati controllino interamente dati e processi decisionali. La sfida è costruire modelli aperti, trasparenti e verificabili, capaci di valorizzare il patrimonio informativo pubblico e di garantire che gli strumenti di IA siano realmente al servizio dei cittadini e non viceversa".

Infine, Callari ha ricordato l'impegno della regione nella cyber security, con il progetto di "federare" i centri dati regionali a difesa della privacy e dei diritti dei cittadini. La Regione è stata protagonista, con la direzione centrale Patrimonio, anche di una seconda sessione dedicata all'evoluzione delle competenze richieste legate all'Intelligenza artificiale e ai possibili ruoli che le istituzioni possono svolgere per tutelare i diritti fondamentali della popolazione e dei lavoratori nel loro rapporto con il mondo digitale e gli algoritmi.

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