Giorno ricordo: Fedriga, Treno dell'esodo unisce Italia nella verità

"Il Treno del Ricordo ha una valenza estremamente importante perché finalmente riunisce l'Italia sotto una visione di verità e condivisione dei drammi che il confine orientale ha vissuto nelle persecuzioni di italiani da parte dei comunisti titini. Una memoria che diventa patrimonio collettivo, non qualcosa da nascondere come purtroppo più di qualcuno ha cercato di fare per molti decenni".
Sono le parole del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che nella giornata di oggi, a Trieste, nella stazione centrale, è intervenuto all'inaugurazione del Treno del Ricordo, un convoglio promosso dal Ministero per lo Sport e i giovani, finanziato attraverso la Struttura di missione per gli anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali, realizzato da Fondazione Fs Italiane.
Al taglio del nastro hanno preso parte il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, il ministro dello Sport e dei Giovani Andrea Abodi, il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Per la Giunta regionale anche il vicegovernatore Mario Anzil e gli assessori Alessia Rosolen, Cristina Amirante e Fabio Scoccimarro.
"Il nostro compito, adesso, è di far sì che non soltanto attraverso singole iniziative come il Giorno del Ricordo, altamente meritorie e importanti, si possono portare avanti queste verità: ciò che è accaduto, infatti, deve essere raccontato quotidianamente, soprattutto nelle scuole, affinché questa parte di memoria dimenticata diventi fondamenta della storia dell'Italia" ha sottolineato Fedriga.
Quindi il governatore ha raggiunto il Magazzino 26, nella zona del Porto Vecchio dove, in sala Luttazzi, sono stati consegnati i riconoscimenti ai parenti delle vittime delle Foibe.
"È stato un momento particolarmente toccante - ha detto a margine Fedriga -; ascoltare dalla viva voce di una persona le tragiche vicende che l'hanno portata a perdere un parente o un genitore dà l'idea di quanto questa terra abbia sofferto".
E ha aggiunto: "Ascoltare le parole di quella che era solo una bambina di quattro anni, che con il fratello di sei anni vede il padre allontanarsi e non fare più rientro, perché lui sarà catturato dalle truppe dei titini e gettato nella foiba di Basovizza, ci fa comprendere il dramma che hanno vissuto queste famiglie e quanto sia importante e doveroso mantenere la memoria di questa tragedia perché diventi patrimonio condiviso. Perché il sangue che ha intriso così dolorosamente questa terra non sia stato versato invano".
In 4 vagoni del treno è stata predisposta una mostra multimediale, aperta gratuitamente al pubblico, che ripercorre idealmente il viaggio compiuto dagli esuli istriani, fiumani e dalmati. Il convoglio partirà dalla stazione di Trieste l'11 febbraio, sostando in numerose città, e concluderà il suo viaggio il 27 febbraio nella stazione di Taranto.
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