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Case Ater. Bullian (Patto): "La Regione Fvg cambi rotta sui requisiti"

Luca Marsi·
Case Ater. Bullian (Patto): "La Regione Fvg cambi rotta sui requisiti"

"La Corte costituzionale con la sentenza 70/2026 appena depositata ha stabilito un fondamentale punto fermo: 'è irragionevole e in contrasto con il principio d'eguaglianza richiedere, per risultare assegnatari di un alloggio di edilizia sovvenzionata, la residenza pregressa e protratta nel territorio regionale'. Credo che questo pronunciamento faccia chiarezza, intervenendo probabilmente per la prima volta sul requisito di residenza ridotto a due anni". Lo afferma in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale indipendente del Patto per l'Autonomia-Civica.  "Finora - evidenzia Bullian - le più note sentenze della Corte costituzionale sul punto intervenivano contro la norma bandiera leghista, già più volte demolita, dei 5 anni di residenza richiesti per accedere all'edilizia sovvenzionata e avevano riguardato le leggi regionali di Veneto, Lombardia e Marche. Vicersa, sulla legge regionale del Friuli Venezia Giulia la Consulta interviene anche su tempistiche di residenza che erano già state più che dimezzate a due anni". "Nell'odierna intervista, l'assessore regionale competente Cristina Amirante - spiega l'esponente di Centrosinista -, conferma che sono due anni che stanno lavorando a una nuova legge che abroghi la precedente Lr 1/2016. L'aspetto che non fa però emergere minimamente è che il disegno di legge che è appena stato presentato dalla Giunta regionale il 24 aprile 2026 contiene all'articolo 23 i requisiti minimi delle persone fisiche: quello sulla residenza è identico a quello appena dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale".

"Ciò significa - evidenzia il consigliere - che nella proposta della Giunta si riconferma la richiesta di due anni di residenza per l'accesso all'edilizia sovvenzionata, passaggio normativo che dovrà essere completamente riscritto alla luce dell'attuale sentenza della Corte Costituzionale". "Segnalo peraltro che - aggiunge Bullian -, per altre forme di edilizia come quella agevolata, permangono addirittura il requisito dei 5 anni sia nella legge regionale in vigore (1/2026) che nel disegno di legge della Giunta regionale (80/2026). Crediamo sia giunto il momento di superare anche questo paradosso, sul quale la Corte Costituzionale non si è ancora espressa". "Infatti - continua Bullian -, il disastroso bilancio demografico e le richieste di manodopera dal mondo produttivo (spesso accompagnate da una sempre maggiore disponibilità allo spostamento) rendono, oltre che ingiusto e incostituzionale, davvero inutile e persino dannoso il precedente approccio (limite pensato contro gli extracomunitari, ma poi applicabile perfino agli italiani residenti in altre Regioni) che auspico sia definitivamente superato con la prossima legge regionale sull'abitare.

"In definitiva, non c'è più degna conclusione su questo argomento che citare le parole dei giudici della Corte Costituzionale, che fanno emergere l'importanza e il significato concreto dell'articolo 3 della nostra Carta fondamentale: 'il requisito della pregressa e protratta residenza nel territorio regionale è intrinsecamente irragionevole, perché del tutto non correlato con la funzione propria dell'edilizia sociale; determina una ingiustificata diversità di trattamento tra persone che si trovano nelle medesime condizioni di fragilità; tradisce il dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana' ", conclude Bullian.

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