50mo terremoto, Anzil: "55 secondi" opera friulana che guarda al mondo

"Questa è un'opera dei friulani per i friulani che però sa guardare al mondo: una produzione interamente regionale che testimonia come le nostre risorse siano trasformate in investimenti con importanti ricadute per il territorio".
Con queste parole il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, ha presentato la prima assoluta di "55 secondi", l'opera musical prodotta dalla FVG Orchestra che andrà in scena mercoledì 6 maggio al Teatro Nuovo
Giovanni da Udine per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.
Il vicegovernatore ha portato i saluti e il plauso del presidente Massimiliano Fedriga, evidenziando il valore simbolico dell'iniziativa.
"La parola ricostruzione ha un significato unico qui da noi - ha osservato Anzil - perché non è mai capitato altrove che un territorio devastato rinascesse esattamente dov'era e com'era in pochissimi anni. È questo il messaggio più forte che ci lascia la
tragedia del terremoto: la necessità di riscoprire uno spirito di identità e appartenenza per individuare un destino nuovo per il Friuli".
A illustrare l'idea, il progetto artistico e il libretto è stata la soprano, docente e direttrice artistica per opera, operetta e danza del Teatro Giovanni da Udine Fiorenza Cedolins.
L'opera, che si ispira a un articolo di Padre David Maria Turoldo "55 secondi un'eternità", è una forma teatrale melodrammatica contemporanea, con ampie sezioni musicali interpretate da cantanti lirici, che si alternano a dialoghi parlati, alternando italiano e friulano. "Una storia favolistica" è stata definita da Cedolins, che racconta la saga di un'umile famiglia in un arcaico paese del Friuli.
"Forse - ha commentato Anzil su questo aspetto - dovremmo riabituarci a considerare le favole di 'ragazzi friulani di provincia' che sognano e che possono essere il motore per passare dal pensiero all'azione oppure dal sogno alla realtà: quando pensiamo alla ricostruzione del Friuli la prima domanda è se noi saremmo in grado di fronte a una grande avversità di dimostrare la stessa capacità e la risposta è che comunque anche se l'avversità non c'è, insieme è necessario riscoprire lo spirito dell'identità e di appartenenza a un luogo e impegnarsi verso una visione futura. Nel momento in cui assistiamo con un certo sconforto a un declino del Friuli occorre individuare un destino nuovo, un ruolo per il Friuli e impegnarci verso questo traguardo".
Anzil ha voluto dedicare un ringraziamento al presidente della FVG Orchestra, Paolo Petiziol, intervenuto alla presentazione, per l'eccezionale lavoro svolto nel rendere l'istituzione sinfonica regionale una delle più prestigiose in Italia. "Non siamo più periferia dell'Impero," ha aggiunto l'esponente della Giunta, "ma parte di una costellazione che, messa in rete, diventa il nuovo centro dell'Europa. Mi piace che questa produzione sia un'avanguardia e un avamposto, proprio come vuole la nostra cultura di frontiera: avere il coraggio, partendo dalla tradizione, di immaginare il futuro attraverso un nuovo genere artistico".
Lo spettacolo coinvolge tutte le forme d'arte scenica: musica con orchestra e coro, solisti, canto lirico e pop contemporaneo, recitazione e danza moderna. Oltre ai musicisti della sinfonica regionale, tutte le generazioni saliranno sul palco: i bambini del coro di voci bianche I Pueri Cantores del Duomo di Udine, i giovani ballerini della scuola di danza Axis Danza, il Coro del Friuli Venezia Giulia e oltre quindici solisti interpreti, perlopiù giovanissimi di grande talento, e alcuni artisti maturi di comprovata esperienza.
Alla guida del progetto, realizzato grazie al sostegno della Regione e di due sponsor, aziende di riferimento sul territorio, AMIL Holding e Danieli Group, quattro esperti maestri friulani di luminosa carriera internazionale: oltre a Cedolins, il compositore Cristian Carrara che firma le musiche inedite dell'opera, il direttore d'orchestra Paolo Paroni, il regista Ivan Stefanutti.
ARC/EP/gg
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