martedì 29 settembre 2026
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Politica

Venerdì presidio CLPT “contro le rappresaglie sui lavoratori nel Porto di Trieste”

Luca Marsi·

Pubblichiamo da CLPT

Il CLPT ha aderito allo sciopero generale (la cui legittimità la Commissione di
Garanzia sugli Scioperi non ha minimamente contestato, è bene precisarlo)
proclamato per venerdì 20 maggio da CUB, SGB e altre organizzazioni sindacali,
contro il coinvolgimento dell’Italia nella guerra in Ucraina, contro l’aumento delle
spese militari e contro le politiche sul lavoro e sociali del governo Draghi.
In considerazione delle vendette e rappresaglie messe in atto da aziende e autorità
contro i lavoratori dopo lo sciopero dell’ottobre 2021, in quella giornata il clpt
organizza dalle ore 11.00 alle ore 13.00 un presidio davanti alla sede dell’Autorità
Portuale per il rispetto dei diritti democratici e della dignità dei lavoratori.
Il mobbing, le decine di sospensioni e i licenziamenti del tutto illegittimi, messi in
atto dalle aziende dopo lo sciopero di ottobre 2021, non nascono da inesistenti
violazioni di leggi o contratti, ma dalla volontà di creare un clima di paura tra i
lavoratori e dal tentativo di liberarsi di quelli, come Stefano Puzzer, che sono stati
alla testa di tutte le più importanti mobilitazioni in difesa della dignità e dei diritti dei
portuali degli ultimi anni.
Il messaggio è chiaro: i lavoratori non devono più “disturbare” le aziende, devono
solo stare zitti e lavorare, in qualsiasi condizione e qualsiasi cosa succeda.
Le aziende, con l’acquiescenza dell’Autorità Portuale, vogliono rimangiarsi tutto
quello che in questi anni i lavoratori sono riusciti ad ottenere per fare i loro comodi
(anche scegliere chi sono i rappresentanti dei lavoratori). Vogliono tenersi tutti per
se gli enormi extra profitti dei record di produttività di cui si vantano quasi
giornalmente. Vogliono spartirsi tra loro, senza “disturbatori”, la valanga di soldi che
sta arrivando con il PNRR. Vogliono essere liberi di poter fare i licenziamenti che
saranno conseguenza dell’automazione che sta arrivando (qualche settimana fa
TMT ha annunciato l’imminente avvio dei lavori – naturalmente con soldi pubblici
del PNRR - per il rafforzamento dei moli del suo terminal e per la completa
automazione della lavorazione dei container in una parte del terminal
(https://www.youtube.com/watch?v=SZVW_cAnLgo ). Vogliono creare un clima da
caserma, anche in prospettiva della guerra in cui il governo Draghi ci sta portando.
A questo i lavoratori possono rispondere solo con l’unità e la solidarietà. Li invitiamo
perciò a partecipare al presidio per dire forte e chiaro che pretendiamo la fine delle
rappresaglie e delle vendette, l’annullamento delle sospensioni e il ritiro dei
licenziamenti.

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