Una galleria larga appena 110 centimetri: Porro chiede il recupero del passaggio di via della Tesa

Una galleria pedonale larga circa 110 centimetri, alta circa 160 e lunga una cinquantina di metri, realizzata nel lontano 1887 e utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale anche come rifugio antiaereo. Un piccolo pezzo della storia di Trieste che oggi, secondo quanto segnalato, verserebbe in condizioni di grave degrado.
A portare il caso all'attenzione dell'amministrazione comunale è il consigliere comunale Salvatore Porro del Gruppo Misto (Futuro Nazionale), con un'interrogazione a risposta scritta e letta in aula indirizzata all'assessore Elisa Lodi.
Al centro dell'iniziativa c'è la galleria pedonale di via della Tesa 40, indicata nel documento come quella che si ritiene possa essere la galleria più stretta di Trieste e, presumibilmente, d'Italia.
Una galleria larga appena 110 centimetri
La segnalazione alla base dell'interrogazione arriva dall'avvocato Euro Buzzi, descritto come appassionato della storia di Trieste.
Il passaggio si trova in via della Tesa 40, a brevissima distanza da piazza Foraggi, e presenta dimensioni decisamente particolari: circa 110 centimetri di larghezza, 160 di altezza e 50 metri di lunghezza.
La struttura è inoltre caratterizzata da una scalinata composta da circa un centinaio di gradini.
Il collegamento pedonale unisce via della Tesa con la sovrastante via del Veltro e, secondo quanto riportato nell'interrogazione, fu aperto nel 1887, contemporaneamente alla costruzione della linea ferroviaria Trieste-Erpelle, proprio per permettere il transito dei cittadini.
Durante la guerra diventò un rifugio antiaereo
La storia della piccola galleria non si limita alla funzione di collegamento pedonale.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, la struttura sarebbe stata utilizzata dalla popolazione locale come rifugio antiaereo.
Un elemento che, secondo Porro, contribuisce ad accrescere il valore storico di un luogo oggi poco conosciuto, ma che potrebbe raccontare un frammento particolare della storia cittadina.
La denuncia sul degrado: «Passaggio impraticabile e insicuro»
Il presente sarebbe però molto diverso.
Nell'interrogazione vengono richiamate le testimonianze dei residenti degli edifici che si affacciano sulla galleria. Da queste emergerebbe «una situazione di grave degrado».
Secondo quanto riportato nel documento, l'area sarebbe frequentemente utilizzata da malintenzionati o vandali che abbandonerebbero rifiuti di ogni genere.
Una situazione che, secondo la segnalazione raccolta dal consigliere, renderebbe il passaggio impraticabile e insicuro.
Porro: «Studiare la riqualificazione complessiva»
Da qui le richieste rivolte all'amministrazione comunale.
La prima è quella di predisporre uno studio di fattibilità per la riqualificazione complessiva della galleria pedonale, prevedendo anche il ripristino dell'illuminazione.
Porro propone inoltre l'installazione di corrimano su entrambi i lati e il posizionamento di un adeguato impianto di illuminazione con fari antivandalo.
L'obiettivo sarebbe quindi duplice: recuperare fisicamente il passaggio e restituirgli condizioni tali da permetterne nuovamente una fruizione più sicura.
È davvero la galleria più stretta d’Italia? La proposta di verificarlo
C'è poi un elemento decisamente curioso nell'interrogazione.
Porro chiede al Comune di promuovere e sostenere ricerche storiche su scala nazionale per verificare se esistano in Italia altre gallerie pedonali con caratteristiche analoghe.
L'obiettivo è capire se il possibile primato della «galleria più stretta d'Italia» appartenga effettivamente al sito triestino.
Un'eventuale conferma trasformerebbe quella che oggi appare come una piccola infrastruttura dimenticata in una curiosità cittadina dalle evidenti potenzialità anche sotto il profilo della promozione del territorio.
Da passaggio degradato a curiosità turistica e culturale
La terza richiesta guarda infatti proprio alla valorizzazione.
Porro propone di inserire la galleria all'interno di iniziative di divulgazione storica e di realizzare rubriche dedicate alla storia e alle peculiarità di Trieste.
Un passaggio largo poco più di un metro potrebbe così trasformarsi da luogo segnato dal degrado a piccolo patrimonio urbano da riscoprire.
La parola passa ora all'amministrazione comunale. Sul tavolo c'è una struttura dalle dimensioni minuscole, ma con quasi 140 anni di storia, un passato legato alla ferrovia e alla Seconda Guerra Mondiale e persino un possibile primato nazionale tutto da verificare.
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