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Politica

Trieste, Serracchiani: «Il Governo respinge gli emendamenti sul Porto franco internazionale»

redazione·
Trieste, Serracchiani: «Il Governo respinge gli emendamenti sul Porto franco internazionale»

Il Porto di Trieste non avrebbe ottenuto le garanzie richieste per poter attuare integralmente lo status di Porto franco internazionale nell'ambito della riforma nazionale dei porti. A sostenerlo è la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, dopo la bocciatura in commissione Trasporti della proposta emendativa presentata per difendere l'autonomia dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e tutelare gli scali di Trieste e Monfalcone.

Una decisione sulla quale Serracchiani interviene con parole molto critiche nei confronti del Governo Meloni, richiamando anche la posizione espressa dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

«Il Porto di Trieste non avrà garanzie»

«Il porto di Trieste non avrà garanzie di poter attuare integralmente lo status di "porto franco internazionale": è stata respinta la nostra proposta di modificare il ddl Porti», dichiara Serracchiani.

La deputata dem concentra dunque l'attenzione sul futuro dello scalo triestino all'interno della riforma nazionale, collegando la bocciatura dell'emendamento alla tutela delle specificità del Porto di Trieste.

La proposta emendativa, secondo quanto riferito, era infatti finalizzata a difendere l'autonomia dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e a tutelare gli scali di Trieste e Monfalcone nel nuovo quadro previsto dalla riforma nazionale dei porti.

Il richiamo al voto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia

Nelle parole di Serracchiani entra anche il passaggio avvenuto a livello regionale. La deputata sottolinea infatti che la posizione portata in Parlamento riprendeva quanto indicato dal voto compatto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, con l'assenso del presidente Massimiliano Fedriga.

«Quanto indicava il voto compatto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia con l'ok del presidente Fedriga, che abbiamo portato in Parlamento, non è bastato a far cambiare posizione al Governo Meloni», afferma Serracchiani.

È proprio questo uno dei punti sui quali la parlamentare dem costruisce la propria critica politica: nonostante la posizione espressa in Friuli Venezia Giulia, secondo Serracchiani il Governo non avrebbe modificato il proprio orientamento.

Serracchiani: «Trieste e tutta la regione stanno perdendo un'importante occasione»

La deputata allarga quindi il ragionamento alle conseguenze che, nella sua valutazione, questa scelta potrebbe determinare per Trieste e per l'intero Friuli Venezia Giulia.

«Appare sempre più fondato il timore che Trieste e tutta la regione stiano perdendo una importante occasione», sostiene Serracchiani.

Una posizione che viene accompagnata da un attacco politico diretto alla maggioranza regionale di centrodestra.

Secondo la deputata, infatti, con quanto accaduto in commissione Trasporti «viene sancita l'irrilevanza della maggioranza regionale di centrodestra a incidere su partite che si giocano a Roma».

Si tratta di una valutazione politica particolarmente netta, con la quale Serracchiani mette in relazione la vicenda del Porto di Trieste con la capacità della maggioranza regionale di incidere sulle decisioni assunte a livello nazionale.

«Noi abbiamo fatto la nostra lotta»

Serracchiani rivendica quindi il percorso seguito e annuncia la volontà di proseguire la battaglia politica sulla questione.

«Noi abbiamo fatto la nostra lotta e continueremo a fare il possibile con una coerenza che rivendichiamo», dichiara.

Il passaggio conclusivo è rivolto direttamente a chi detiene le responsabilità di governo: «Chi governa si prende oneri e responsabilità».

La bocciatura della proposta emendativa diventa così un nuovo terreno di confronto politico sulla riforma nazionale dei porti, con Trieste e Monfalcone al centro della posizione espressa da Serracchiani e con il tema dello status di Porto franco internazionale di Trieste indicato dalla deputata come uno degli elementi da salvaguardare.

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