Trieste, Rosato apre a Fedriga: «Va giudicato per come governa, non per gli slogan» (VIDEO)

Massimiliano Fedriga viene indicato come un amministratore da valutare per i risultati concreti raggiunti e non secondo gli schemi della contrapposizione politica. È uno dei passaggi più significativi affrontati da Ettore Rosato, vicesegretario nazionale di Azione, ospite della trasmissione "Un capo in B con..." condotta da Luca Marsi dal Citybar Tergesteo di Trieste.
L'intervista arriva all'indomani della presentazione del libro di Carlo Calenda, appuntamento che ha visto la partecipazione dello stesso Fedriga e durante il quale il leader di Azione ha espresso parole di stima nei confronti del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ipotizzandolo anche come possibile futuro candidato sindaco di Trieste.
Il valore della moderazione
Per Rosato il concetto di moderazione rappresenta uno degli elementi fondamentali della politica contemporanea. Non si tratta di una definizione ideologica, ma di un metodo di governo fondato sull'equilibrio, sulla concretezza e sulla capacità di affrontare i problemi senza ricorrere continuamente alla propaganda.
Il dirigente nazionale di Azione ricorda di non aver sostenuto Fedriga alle elezioni regionali, avendo il suo partito espresso un candidato diverso. Questo, però, non gli impedisce di riconoscere quanto ritiene positivo nell'azione amministrativa del governatore.
Secondo Rosato, chi svolge il ruolo di opposizione dovrebbe essere capace di distinguere ciò che funziona da ciò che invece necessita di essere corretto. Limitarsi a sostenere che tutto ciò che realizza chi governa sia sbagliato rappresenterebbe, a suo giudizio, un atteggiamento poco utile sia ai cittadini sia agli stessi elettori delle opposizioni.
«Prima i programmi, poi le alleanze»
Sulle ipotesi riguardanti una futura candidatura di Fedriga alla guida del Comune di Trieste, Rosato mantiene un atteggiamento prudente.
Per il vicesegretario nazionale di Azione, prima ancora di discutere nomi o possibili schieramenti sarà necessario capire se quella candidatura prenderà realmente forma. Solo successivamente sarà possibile analizzare programmi, obiettivi e contenuti.
La posizione espressa nell'intervista conferma l'impostazione politica rivendicata dal partito di Carlo Calenda: valutare i progetti amministrativi prima delle appartenenze e mantenere un approccio pragmatico rispetto alle future alleanze.
L'opposizione come forza di proposta
Rosato dedica ampio spazio anche al ruolo che dovrebbe avere un'opposizione moderna.
Secondo il parlamentare triestino, il compito delle minoranze non consiste esclusivamente nel contestare chi governa, ma anche nel contribuire a migliorare le decisioni quando questo è possibile.
Una visione che, secondo Rosato, dovrebbe valere tanto a livello nazionale quanto nelle amministrazioni locali, evitando una contrapposizione permanente che rischia di allontanare i cittadini dalla politica.
L'obiettivo dichiarato rimane quello di affrontare le questioni concrete che interessano il territorio, lasciando in secondo piano le dinamiche esclusivamente partitiche.
Una politica costruita sui risultati
Nel corso dell'intervista emerge con forza anche una critica alla politica degli slogan.
Rosato sostiene che negli ultimi anni il dibattito pubblico abbia spesso privilegiato promesse difficilmente realizzabili rispetto a programmi concreti e verificabili.
Per il dirigente di Azione la credibilità della politica si misura nella capacità di affrontare i problemi quotidiani dei cittadini, mettendo al centro amministrazione, sviluppo economico, qualità dei servizi e crescita del territorio.
In questo quadro la moderazione non viene descritta come una posizione di compromesso, ma come la ricerca continua di soluzioni praticabili.
Trieste verso le prossime sfide politiche
L'intervista offre anche uno sguardo alle future competizioni elettorali che interesseranno Trieste e il Friuli Venezia Giulia.
Pur evitando anticipazioni sulle alleanze, Rosato ribadisce che Azione intende continuare a valutare ogni scenario partendo dai contenuti amministrativi e dai programmi presentati ai cittadini.
Una linea che conferma la volontà del partito di mantenere un'identità autonoma, privilegiando il merito delle proposte rispetto alle appartenenze tradizionali tra centrodestra e centrosinistra.
Con il progressivo avvicinarsi delle prossime consultazioni amministrative, il confronto sui progetti per Trieste appare destinato ad assumere un peso sempre maggiore nel dibattito cittadino.
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