Trieste, Rifondazione contesta Cerno e Fratelli d’Italia: «Non neghiamo vicende storiche»

Il tricolore con la stella rossa al centro di una polemica sulla memoria della Resistenza e sull’uso del termine “negazionismo”. La Federazione di Trieste del Partito della Rifondazione Comunista interviene contestando un editoriale del direttore del Giornale, Tommaso Cerno, e le successive prese di posizione di Fratelli d’Italia.
Il punto centrale della replica riguarda l’attribuzione del simbolo: secondo Rifondazione, il “tricolore garibaldino con la stella rossa” richiamato nella discussione era la bandiera delle Divisioni Garibaldi italiane, non delle formazioni partigiane jugoslave.
La contestazione dell’editoriale
Nel comunicato, Rifondazione richiama l’editoriale apparso sul Giornale il 12 ottobre 2026, nel quale, secondo il passaggio riportato dal partito, il tricolore garibaldino con la stella rossa sarebbe stato definito simbolo delle armate partigiane titine, associate a crimini di guerra.
La federazione triestina riferisce che Fratelli d’Italia ha ripreso l’articolo e richiama anche una lettera pubblicata sul Piccolo il 16 ottobre.
Rifondazione contesta l’accostamento e il quadro politico nel quale viene inserito, criticando il collegamento tra quel simbolo, le vicende delle foibe e dell’esodo e le accuse di negazionismo e apologia dei crimini comunisti.
Il richiamo alle Divisioni Garibaldi
La replica insiste sulla distinzione tra le formazioni italiane e quelle jugoslave.
«Il “tricolore garibaldino con la stella rossa” fosse la bandiera delle Divisioni Garibaldi italiane, e non dei “titini”», sostiene il partito, indicando in questo punto il nodo della contestazione.
Quanto ai partigiani jugoslavi, Rifondazione richiama la loro lotta contro l’occupazione nazifascista, sottolineando il costo umano e le devastazioni subite dal Paese durante il conflitto.
«Rigore scientifico e rispetto per tutte le persone coinvolte»
Il comunicato affronta anche le accuse di negazionismo, respingendo l’idea di voler rimuovere le pagine più difficili della storia.
«Non siamo tra quelli che negano le vicende storiche, comprese quelle più oscure e problematiche del secondo dopoguerra», afferma Rifondazione.
Su queste vicende, il partito chiede pensiero critico e ricerca costante, fondati sul rigore scientifico e sul rispetto delle popolazioni e delle persone coinvolte.
Il significato della Liberazione
Rifondazione ribalta quindi l’accusa politica, sostenendo che il termine “negazionismo” venga utilizzato in modo eccessivo e che si debba riconoscere il significato storico della Liberazione: la sconfitta del nazifascismo e la nascita dell’Italia democratica e repubblicana.
Nel ragionamento del partito, a quel percorso contribuirono anche le persone che combatterono sotto il tricolore con la stella rossa.
La conclusione è affidata a una richiesta rivolta agli interlocutori della polemica: «Ci accontenteremmo solo di un po’ di rispetto per la Storia».
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